mercoledì 9 febbraio 2011

Ma per difendere chi?

Quando una cosa è genuina, giusta, vera lo è sempre.
La Magistratura non si difende solo quando bisogna mandare a casa il Berlusconi di turno.
Questo è un post di denuncia CONTRO la manifestazione che si terrà il 13 febbraio (e tutte le altre che ci sono state e ci saranno) perchè è evidente che questa farsa è stata organizzata non per difendere i magistrati ma per difendere la poltrona (e magari prendersene una più comoda!)

"L'ingiustizia in un luogo qualunque è una minaccia per la giustizia ovunque"
M. L. King

Giada Iovino

martedì 8 febbraio 2011

Consumo critico #9: Altria Group aka Philip Morris (aggiornamento al 2009)

ALTRIA GROUP già PHILIP MORRIS
INDIRIZZO PRINCIPALE: 6601 West Broad Street, Richmond, VA 23230 USA.
www.altria.com
www.philipmorrisinternational.com
IN ITALIA: Philip Morris Italia S.R.L., Via S. Teresa 35, 00198 Roma.
www.philipmorrisinternational.com/IT/...
Altria Group, dopo aver formato nel gennaio del 2003 un vasto conglomerato di imprese dislocate in 46 paesi, classificandosi al 24° posto della graduatoria mondiale, ha perso nel 2007 una delle tre più grandi imprese, la Kraft Foods, continuando ad operare con le altre due più grandi: la Philip Morris International e la Philip Morris USA.
Kraft si è scorporata dal gruppo Altria a causa della cattiva immagine che Philip Morris, la multinazionale del tabacco, conserva nel mondo, avendo nascosto per molti anni il grado elevato di nocività delle proprie sigarette; fatto che le è costato condanne da più Tribunali e il risarcimento dei danni che molti fumatori hanno subito. Inoltre Philip Morris è responsabile di una pubblicità aggressiva nei confronti dei giovani del Sul del mondo che sono indotti a fumare (Fonte: Guida la consumo critico, Centro Nuovo Modello di Sviluppo. EMI, Bologna, 2008).
Altria ha inoltre sovvenzionato gruppi che sostengono il riscaldamento globale è un mito o un fatto non economico per poter essere preso in considerazione (Fonte: Ethical consumer 108, settembre/ottobre 2007).
Philip Morris International è una delle società di tabacco leader nel mondo; attualmente controlla il 15,6% del mercato internazionale di sigarette, con oltre 75.000 dipendenti. I suoi prodotti vengono realizzati in oltre 58 fabbriche e sono venduti in circa 160 Paesi (Fonte: www.philipmorrisinternational.com).
Ulteriori informazioni presenti nell'edizione 2003:
Fino al 1999 ha cercato di nascondere i legami tra il fumo e i danni derivanti dal fumo "passivo", ma Ethical Consumer Research Association comunica nel suo rapporto 1998-1999 che Philip Morris, assieme ad altre multinazionali del tabacco, è stata condannata nel 1997 a sborsare 206 milioni di dollari per 25 anni come risarcimento per le spese sostenute dai malati per cause legate al fumo (Fonte: Altraeconomia n. 36, febbraio 2003).
Inoltre merita di essere citata tra le 10 peggiori multinazionali del 2001 per aver realizzato una campagna pubblicitaria ingannevole dal titolo "siamo cambiati", in cui dichiarava di voler ridurre la diffusione del fumo tra i giovani; in realtà rendeva più attraente il fumare perchè rappresentato come una cosa da "grandi".
E' la maggiore responsabile dei 4,2 milioni di persone che muoiono ogni anni nel mondo per malattie legate al fumo (Fonte: Multinational Monitor, 31 dicembre 2001)*.

Tratto da:  
- Miniguida al consumo critico e al boicottaggio. Realizzata da Movimento Gocce di giustizia. Ed. Monti, 2009.
- Miniguida al consumo critico e al boicottaggio. Realizzata da Movimento Gocce di giustizia. Ed. La Tortuga, 2003.


Post introduttivo al consumo critico qui.
Elenco delle multinazionali qui.
Altre informazioni sulle multinazionali su Transnationale.

* Sul sito internet di Human rights watch è pubblicato il rapporto intitolato "Hellish work: exploitation of migrant tobacco workers in Kazakhstan" in cui sono indicate minuziosamente le aziende che ricorrono al lavoro minorile. Tutte appartengono alla Philip Morris Kazakhstan, sussidiaria della multinazionale leader Philip Morris International, che vende i suoi prodotti in 160 paesi e ha un giro di affari di circa 90 miliardi di dollari anche con marche come Marlboro, L&M, Chesterfield, Bond Street, Merit. A seguito della denuncia di Hrw il portavoce della multinazionale, Peter Nixon, interpellato dai media, ha detto che ora l’azienda si attiverà per impedire lo sfruttamento minorile nel raccolto del tabacco kazako (Fonte: protonutrizione.blogosfere.it).
Il video di "Hellish Work" (in lingua inglese):

Ciao! Qual è l'ultimo libro che hai letto?

Sarà capitato anche a voi di essere fermati per strada, mentre passeggiate in città, da giovani ragazze e ragazzi che esordiscono con quell'innocua frase (ma che personalmente - e mi rendo conto di essere un caso patologico - già ritengo irritante). 
Ebbene...adesso quei ragazzi girano di casa in casa, di citofono in citofono come i Testimoni di Genoa. Suonano alla vostra porta dicendo che stanno conducendo un sondaggio sui libri..se gli dai corda pensando siano in buona fede, cominciano a chiedere quanti libri leggete e se vi interessa un allettante sconto  che arriva fino al 50%. Questi individui oggi hanno convinto mia mamma che, sapendo che leggo molto, si è lasciata tentare proprio dalla parola "sconto". 
I ragazzi lavorano per conto di Mondolibri, nome molto noto proprio per i modi di acchiappo clienti e per le numerosissime lamentele presenti sul web: cattive opinioni, esperienze e racconti sulle dantesche avventure per disdire dal contratto.
Bene, arriviamo al dunque. I ragazzi, dopo che hanno tentato di intortarmi con la favola della semplicità, facilità e soprattutto sulla convenienza di avere una tessera EuroClub, si sono sentiti rispondere dalla sottoscritta che non mi piace l'idea di essere "schedata" dalle imprese (soprattutto quelle di dubbia provenienza!); loro, di rimando, mi hanno rassicurata sul fatto che i miei dati sono al sicuro (hanno scoperto l'acqua calda...oggi anche i bambini sanno che esiste la clausola del trattamento dei dati personali). Hanno tentato ancora qualche mossa puntando sul "ma tanto hai detto che i libri li compri, ne devi comprare 10 e poi sei libera...hai anche lo sconto del 50%!". Ho assunto un'espressione pensosa e ho risposto "No grazie, non voglio la (vostra fottuta) tessera". Delusi se ne sono andati. A parer mio se proprio vogliono fare affari per lo meno devono mandare persone educate (eh sì..appena provi a fargli capire che sai bene che è una fregatura alzano la voce!) e preparate, che sappiano esprimersi chiarendo quali sono i punti dei contratto.
Vorrei quindi sottolineare delle cose, suggerite dal mio modestissimo modo di pensare:
1) una volta firmato il contratto e fatta la tessera, l'azienda conosce il nome e cognome del contraente e lo collega facilmente a tutti i suoi acquisti: saprà quindi gli autori e gli argomenti che gli interessano e potrà, di conseguenza, associarlo a una determinata categoria di persone;
2) datemi della complottista ma viene facile pensare che i dati in possesso di queste aziende non saranno utilizzati ai semplici fini di pubblicità e marketing. Guarda caso i giovani che hanno suonato alla mia porta hanno chiesto a mia mamma se guardasse rai o mediaset (una domanda innocente per le persone "normali" ma per una come me che NON guarda la tv.....non è una domanda proprio limpida);
3) i link che trovate rimandano a opinioni e racconti di persone che si dicono "truffate" da Mondolibri, li ho trovati cercando informazioni una volta che i due promoter hanno lasciato casa mia (avevo un vago ricordo di qualcuno che me ne aveva parlato male...e infatti...);
4) lascio infine qualche piccolo consiglio: 
- L'invito, esteso alla generalità dei casi, è di non firmare MAI un contratto senza prima averlo letto tutto. Tenete conto che questi "adescatori" cercano spesso i momenti in cui una persona è di fretta, o presa alla sprovvista, e che quindi firma affidandosi alla buona fede. Senza contare che queste persone puntano tantissimo sull'ignoranza della gente....Leggere sempre! 
- Se non si è sicuri prendere tempo..e se vi mettono pressione è evidente che hanno tutto l'interesse a non darvi il modo di informarvi....quindi prendetelo come sintomo di malafede e salutate!
- Non fatevi ingannare da chi vi promette sconti e grandi affari senza, apparentemente, nulla in cambio: la finalità di un'impresa è quella di fare profitti! Nessuno regala niente per niente!

Giada Iovino

mercoledì 2 febbraio 2011

Anno 1983.


Intervista di Enzo Biagi a Donatella Colasanti, tratta dalla trasmissione "Film story - Stupro" del 1983.
Per chi non si ricordasse di lei, Donatella, è una delle vittime del celeberrimo massacro del Circeo del 1975. E' sopravvissuta, al contrario della sua amica Rosaria, a ore e ore di sevizie e violenze.
Nell'1983, anno di questa intervista, i responsabili erano già stati definitivamente condannati (Izzo all'ergastolo, Guido a 30 anni di reclusione e Ghira all'ergastolo in contumacia perchè latitante).
Mi ci sono imbattuta per caso, cercando informazioni sull'impatto di questo fatto nella stampa per la mia tesi di laurea.
Credo sia curioso che Donatella, nel 1983, dopo essere stata protagonista di uno dei primi processi che ebbero così forte impatto mediatico (anche perchè si svolse negli anni di fermenti femministi), parli e denunci una strumentalizzazione del processo da parte della stampa, parli di igniranza.
E altrettanto curioso sentire Enzo Biagi, giornalista, che cerca di contraddire la ragazza (poco conoscevo Biagi, dopo averlo sentito in questo video posso affermare che non mi piace!!) oltretutto con pochissimo tatto.
Donatella dice "La cosa che mi ha dato molto più fastidio è stata tutta la strumentalizzazione che c'è stata dopo...fatta da un po' da tutti...dalla stampa..quello che si notava era la curiosità morbosa della gente, che non è che guardava molto a quello che era avvenuto...per me dovevano intervenire tutti e non solo le donne" e ancora "Non trovavo giusto che in aula ci fossero solo donne e che se intervenivano uomini li cacciavano..perchè era un caso che riguardava tutti..non era solo un caso di stupro, era ben altro.."

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martedì 1 febbraio 2011

Visita al museo della scienza e della tecnica

Durante le vacanze di natale sono finalmente riuscita ad andare al Museo della scienza e della tecnica di Milano. A suo tempo non sono stata tra quegli alunni fortunati accompagnati dalle maestre quindi ho pensato fosse giusto rimediare. Già una nota dolente..non essendo più bambina non ho potuto divertirmi nei laboratori che sono, senza dubbio, l'attrazione più interessante del museo.
Il costo dell'ingresso è di 10€ per coloro che hanno superato i 25 anni, altro svantaggio dell'essere adulto..sta di fatto che 10 euri non corrisponde proprio ad una cifra irrilevante..certo per la cultura, per un museo li spendo anche, però....
Il museo è enorme e in un pomeriggio non sono riuscita a girarlo bene tutto; nonostante questo penso che valga la pena riportare le mie impressioni soprattutto perchè alcune cose riguardano proprio gli argomenti trattati su questo blog.
La visita è cominciata bene, la sezione dedicata alle macchine di Leonardo è splendida..peccato solo che le riproduzioni non sono funzionanti (e non è una vera e propria lamentela considerando il fatto che io avrei voluto il Maestro in carne ed ossa al mio fianco mentre mi illustrava le sue creazioni!)..Entrata in una delle sale dedicata alle comunicazioni mi sono ritrovata davanti una piccola area delimitata in cui era collocato un secchio..che si trovava lì per raccogliere dell'acqua causata da un'infiltrazione...Bene! Vedo che i miei 10€ per l'ingresso serviranno a qualcosa di utile! Chissà a che cosa sono serviti i 10 euro dei passati visitatori..
Ancora qualche congegno dimostrativo non funzionante..pochi eh, ma questi dovevano funzionare davvero!
Per arrivare alla cosa che più mi ha lasciata perplessa..il museo ospita anche una sezione dedicata all'energia..io, piccola ingenua, sono corsa a cercare dimostrazioni e spiegazioni di fonti energetiche rinnovabili, una spinta data dal fatto che siamo nel XXI secolo ed in particolare in un momento in cui l'argomento si sta facendo strada....ebbene...soltanto un paio di pannelli solari a fare le veci per le fonti energetiche alternative. In compenso largo spazio è dato al nostro amato petrolio...certo è importante spiegare che cos'è, da dove arriva e tutto il resto...ma se lo spazio espositivo è stato gentilmente offerto dalla multinazionale TOTAL mi sento un pochino presa per i fondelli! Una delle più importanti imprese che estrae, raffina e distribuisce petrolio non credo abbia molti interessi a farmi capire che il petrolio fa più danni che bene! E' vero...io passo le giornate a cercare informazioni sulle multinazionali cattive e il resto del tempo a cercare di diffondere il verbo e boicottare..però non venitemi a raccontare storie...Ok il museo è della scienza e della tecnica, il petrolio è (stato?) importante risorsa..però almeno è gusto offrire lo stesso spazio alle altre energie!
Altra sezione che mi ha delusa è stata quella del ciclo della vita dei prodotti...anche in questo caso illusa, credevo fosse stato dato ampio spazio alla questione..ma salvo l'area in cui è proiettato il documentario "Riciclando si impara. Dal rifiuto al prodotto" di Conai, non ho trovato questa grande informazione sulla questione rifiuti, imballaggi, reciclo, etc... Mi immagino un bambino davanti all'enorme plastico dell'inceneritore immerso nel verde (=pulito?) manco si trovasse ad una puntata di porta a porta...che idea può farsi? Spero almeno che nei laboratori stuzzichino le giovini menti con idee interessanti...anche perchè altrimenti non ha senso usare per i gadget e quant'altro viene venduto nell'area shop, i deliziosi sacchetti ricavati da tetra-pak riciclato!
Bè comunque, il sabato pomeriggio meglio portare i bimbi e le nostre menti in un posto come questo invece che al centro commerciale!

martedì 25 gennaio 2011

Buon compleanno Italia #1

Oggi dovevo fare un esame in ospedale. Mi sono recata dove mi hanno riferito ma non c'era nessuno. Allora ho pensato di bussare alla porta che portava il nome "segreteria" per capire cosa fare e chi cercare. Busso e una volta ottenuto il permesso di entrare mi trovo davanti due donne: una seduta sul piano della scrivania e l'altra davanti una finestra aperta. E un'altro dettaglio: odore di fumo di sigaretta.
Ora fatemi capire....di chi è la colpa se il nostro paese va' in merda?

Buon compleanno Italia!

mercoledì 19 gennaio 2011

Comunicazione di servizio


Questo avviso è per chi sente la mia mancanza..
Perdonate l'assenza.....le trasmissioni riprenderanno tra circa una settimana, questo gennaio è un po' pieno.
Tornerò più incazzata di prima, è giusto che lo sappiate!

mercoledì 12 gennaio 2011

Niente Panico! #2

Settimana scorsa è stata diffusa una notizia che mi ha lasciata non poco perplessa. Fonti statunitensi hanno informato che in una cittadina dell'Arkansas - tal Beebe - una quantità considerevole di merli morti ha cominciato a piovere dal cielo, il 2 di gennaio si parlava di circa 5000 esemplari trovati spiaccicati un po' ovunque. Giorni dopo la notizia riguardante episodi simili è stata diffusa da altre parti del mondo: Svezia, Brasile, Nuova Zelanda e via a catena in altre zone del nord e centro america e in Italia, a Forlì e Modena. Colpite diverse specie di uccelli, pesci e granchi a seconda del territorio interessato. Cercando notizie, e più che altro risposte a questo "mistero" ho cominciato, come di consueto, a girovagare per il web. Le spiegazioni diffuse sono, a parer mio, al limite con il ridicolo: qualcuno sostiene che la causa di questi decessi sia da imputare all'esplosione di fuochi d'artificio tipici dei festeggiamenti del 31 dicembre, altri pensano che la causa sia il freddo particolarmente pungente, altri ancora che gli animali fossero già malati; gli studiosi della Romania, dopo aver effettuato delle analisi sulle carcasse di uccelli morti nel loro territorio, hanno oggi diffuso la diagnosi di morte per avvelenamento da alcol (gli uccelli avrebbero mangiato gli avanzi dei processi di vinificazione). E via discorrendo...il web è pieno di notizie.
Moltissimi hanno quasi gridato al "miracolo" perchè la serie televisiva FlashFoward aveva descritto in un episodio una situazione molto simile...ora...non conosco questa serie ma mi è bastato cercarla tramite Google, e Wikipedia mi ha gentilmente fatto sapere che questa serie è stata trasmessa negli anni 2009/2010...quando saranno state fatte le riprese nel 2008? Bè.....i creatori della serie non hanno poteri di chiaroveggenza: cercando informazioni circa questo strano evento della natura ho scoperto che fenomeni del genere sono già capitati (in Italia nella zona di Bari e in quella del Lodigiano, dove un signore ha visto numerosi uccelli raggrupparsi in un imponente stormo e cadere al suolo nello stesso momento). Non ho trovato traccia, però, nè di notizie di portata così ampia come quella che abbiamo conosciuto settimana scorsa e nemmeno nessuna informazione sulle possibili cause.
Ora...questo post è "pointless", non sono giunta ad alcuna conclusione, risposte chiare non ci sono e quelle che ci offrono rasentano il confine tra il vago ed il ridicolo. Lasciamo perdere le cazzate da fine del mondo o quelle che ci vengono propinate dai media, e tralasciamo anche le teorie cospiratrici (alle quali personalmente un pochino credo..che ci stanno prendendo per il culo è innegabile!). L'unico dato certo che abbiamo è che l'uomo (noi, tutti) sta distruggendo quel che di più prezioso possiede senza il minimo rimorso, con la presunzione di avere tutto sotto controllo e di possedere gli strumenti per sistemare i danni che provoca. E giustamente la Natura si sarà anche rotta le balle di questo parassita!
La questione porta a due sommarie conclusioni:
1- se questa storia è la conseguenza di qualche esperimento che stanno portando avanti a nostra insaputa (prova di questo è il fatto che non sapremo mai cos'è successo veramente, i media si sono già stufati e sono passati a più piccanti argomenti): ce lo meritiamo!
2- se questa storia è la conseguenza di una risposta della Natura nei nostri confronti per tutto il male che sta subendo: bè....ce lo meritiamo!
In ogni caso...siamo fottuti! 

Giada Iovino

Video interessante (un grazie grande ad Hydra che me l'ha suggerito!): buona visione!
 





lunedì 3 gennaio 2011

Consumo critico #8: Monsanto e Henkel (aggiornati al 2009)

MONSANTO
INDIRIZZO PRINCIPALE: Monsanto Company, 800 Lindebergh Boulevard, Saint Louis Missouri, USA.
www.monsanto.com
IN ITALIA: Monsanto Agricoltura Italia S.p.A., Via Spadolini 5, Palazzo A, 20141 Milano.
www.monsanto.it
E' una multinazionale statunitense che è leader nel settore dell'agricoltura e delle agrobiotecnologie. E' presente in oltre 60 Paesi con 13.400 dipendenti. Ha un fatturato che supera i 5,4 miliardi di dollari, investendo in ricerca per oltre 500 milioni di dollari, di cui l'80% nelle biotecnologie e nella genomica (Fonte: monsanto.it).
La Monsanto e la Cargill detengono tra il 40 e il 50% del commercio mondiale del cibo (Fonte: Repubblica articolo del 6/6/2008 di V. Shiva).
Per la Monsanto, l'iltimo trimestre 2008 è stato molto positivo con profitti netti per 556 milioni di dollari, circa 117% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (256 milioni). A trascinare verso l'alto i risultati sono state soprattutto le vendite in America Latina dove un numero crescente di operatori agroindustriali si rivolge a Monsanto per l'acquisto di semi geneticamente modificati, ovvero sterili e protetti da copyright (Fonte: Valori n.66, febbraio 2009).
Il colosso dell'agrobiotecnologia produce e distribuisce Polisac che è il nome commerciale di un ormone della crescita, il quale avrebbe lo scopo di aumentare la produzione di latte bovino ma causa invece un'infezione alle mammelle delle mucche (mastite) che causa sofferenza all'animale e danneggia la salute umana per la presenza di pus nel latte.
Per quanto riguarda gli OGM, Monsanto produce un tipo di sementi dette non a caso "terminator", che sono sterili, impedendo così agli agricoltori di salvare e riseminare i semi raccolti. Inoltre queste coltivazioni tendono a "colonizzare" quelle vicine, trasmettendo le proprie caratteristiche alle sementi naturali, come emerge da prove sperimentali in serre statunitensi.
Come denuncia la ricercatrice e ambientalista indiana Valdana Shiva, è chiaramente a rischio la biodiversità e la sovranità alimentare, visto che tali sementi sono brevettate da Monsanto e quindi obbligano alla dipendenza quei contadini che le utilizzano, non consapevoli della loro natura "suicida". Inoltre i contadini si trovano ad indebitarsi per poter comprare ogni anno nuove sementi, non avendo più quelle naturali.
La logica dei brevetti permette poi di ottenere il monopolio sull'uso commerciale di informazioni che da secoli sono rimaste patrimonio della sapienza popolare e che vengano solo in parte peraltro senza dar luogo ad un'effettiva innovazione, uno dei requisiti della brevettabilità (Fonte: The Corporation, documentario).
Una nuova ricerca, condotta su cavie da laboratorio nutrite con mais geneticamente modificato prodotto da Monsanto, mostra segni di tossicità per reni e fegato. Greenpeace chiede il totale ed immediato ritiro dal mercato del mais Monsanto MON863 e chiede ai governi nazionali di dare il via ad una nuova valutazione di tutte le altre autorizzazioni concesse a prodotti OGM, oltre una precisa revisione dei correnti metodi analitici. Da tempo Greenpeace sostiene che il mais OGM della Monsanto MON863 non è un prodotto sicuro. L'EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha ammesso pubblicamente che è necessaria una maggiore ricerca sul mais OGM MON863 (Fonte: comunicato Greenpeace del 13 marzo 2007).
Oltre 400.000 bambini sono impiegati come forza lavoro nelle fabbriche indiane: lavorano fino a 12 ore al giorno, con un compenso che non supera i 54 centesimi di euro. Secondo il rapporto (testo integrale su www.business-humanrights.org) tra i principali responsabili di questa situazione vi sono le multinazionali Monsanto e Bayer (Fonte: Valori n. 55, dicembre 2007).
Il colosso della biogenetica ha portato in Tribunale moltissimi contadini, denunciandoli per aver usato semi transgenici di proprietà della Monsanto senza averli acquistati. La multinazionale nord-americana possiede molte coltivazioni OGM in Canada e si è scoperto, da queste cause contro i contadini, che la multinazionale contaminava anche le terre dei vicini contadini perchè a causa di vento, animali, oppure delle ruote dei camion, i semi delle coltivazioni Monsanto si disperdevano anche nei campi adiacenti. La multinazionale, facendosi forte della legge canadese che dice che una pianta di una specie brevettata, ovunque nasca, appartiene all'impresa che detiene il brevetto, ha potuto far causa ai piccoli contadini, riuscendo a sottrarre loro interi raccolti. Solo recentemente un piccolo contadino canadese, Percy Schmeiser, ha ottenuto un risarcimento delle spese sostenute per bonificare i suoi raccolti dagli OGM della Monsanto che hanno invaso il suo terreno grazie ad un accordo extra-giudiziale (Fonte: Valori n. 69, maggio 2009, pag. 22).
Ulteriori informazioni presenti nell'edizione 2003 della guida:
La Monsanto, specialista in erbicidi e defolianti, nel 1960 ha prodotto il famigerato "agente arancio", uno dei più temibili defolianti usati anche durante la guerra in Vietnam*. Attualmente la Monsanto produce l'erbicida Roundup**. E' stata al centro di vari processi per violazioni che vanno dalla contaminazione ambientale, alla pubblicità ingannevole, alla violazione delle norme sulla sicurezza. Nel 1995 la Monsanto ha danneggiato l'ambiente scaricando 1800 tonnellate di sostanze inquinanti dell'aria, nei fiumi, nei suoli. Monsanto produce anche l'ormone BCH per la crescita forzata dei bovini da macello ritenuto da molti scienziati cancerogeno. Monsanto, inoltre, da qualche anno si dedica alla manipolazione genetica, brevettando, insieme all'Astra-Zeneca, sementi che si possono usare per un solo raccolto, innestando la cosiddetta "tecnologia della morte" che priva le comunità agricole della loro secolare conoscenza di salvaguardia dei semi. Risultato di questa operazione è favorire un regime di monopolio sulle sementi che nutrono il mondo, e di renderne uniche beneficiarie le multinazionali del settore (Fonti: The Ecologist febbraio 1999, homepage di Boycott! e homepage di Manitese).
Inoltre nel marzo del 2001 è stato scoperto nel porto di Genova che una parte dei 3000 quintali di soia e mais importati da Monsanto per la vendita nel nostro paese, erano geneticamente modificati, fatto molto grave dato il divieto in Italia di commercializzazione e produrre OGM (fonte: OGM aprile 2001).
* Se non siete facilmente impressionabili, qui potete trovare delle foto che illustrano gli effetti che l'agente arancio ha avuto sulla popolazione vietnamita, in particolare sui bambini.
**Ultime notizie riguardanti il Roundup: nel 1996 la Monsanto ha introdotto, nel mercato statunitense, delle sementi OGM di soia e cotone, rivoluzionarie perchè capaci di resistere al erbicida Roudup: diserbante in grado di distruggere ogni organismo vegetale senza intaccare le piante originate dalle sementi OGM della Monsanto. I coltivatori hanno cominciato a farne largo uso attratti dalla facilità di gestione dei campi, che restavano perfettamente puliti senza alcuno sforzo. Oggi, passati circa quindici anni, una decina di erbe infestanti sono diventate resistenti al diserbante; una in particolare l'Amaranthus palmeri, detto volgarmente l’erba dei maiali, ha reagito con un comportamento biologicamente paradossale: la pianta infestante cresce ad un ritmo di 5 cm al giorno raggiungendo oltre i due metri di altezza, producendo rami che danneggiano le lame delle mietitrebbie (Fonte: AgoraVox, l'articolo qui). A seguito di questo disastro la Monsanto ha pagato, e sta pagando, i contadini perchè usino più diserbanti, anche quelli delle imprese concorrenti (Fonte: Slow-food, articolo qui).

HENKEL
INDIRIZZO PRINCIPALE: Henkel KgaA, Henkelstrasse 67, 40191 Dusseldorf, Germania.
www.henkel.com
IN ITALIA: Henkel Italia S.p.A., Via Amoretti, 20157 Milano.
www.casahenkel.it
Multinazionale chimica di origine tedesca, che fattura circa 13 miliardi di euro e impiega 53.000 persone. Il gruppo produce e commercializza prodotti adesivi (43%), prodotti per l'igiene della casa (31%) e prodotti per l'igiene della persona (26%), con stabilimenti di produzione in 52 Paesi nel mondo. Ha fatto spese pubblicitarie per ben 777 milioni di dollari nel solo 2006.
Un rapporto del 2004 dell'Environmental Agency del Regno Unito (massima autorità ambientale del Regno Unito) rimarcava che il gruppo Henkel era al 3° posto nella classifica delle aziende che hanno ricevuto multe per inquinamento ambientale.
Henkel ammette di usare ingredienti OGM nei suoi prodotti, ad esempio alcuni enzimi utilizzati in detergenti e prodotti per la casa. Inoltre usa alcuni ingredienti che, nonostante siano permessi dalla legislazione statunitense, sono riconosciuti come tossici da vari organismi sanitari e vietati in altri Paesi.
Nell'aprile 2007 in Italia ha ricevuto un'ammenda di 21.100 euro dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pubblicità ingannevole contenuta negli spot del prodotto Pril (Fonte: Guida al consumo critico, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, EMI, Bologna, 2008).
Nel febbraio del 2008 l'Antitrust tedesco ha inflitto a tre aziende (Henkel, Unilever e Sara Lee) un'ammenda complessiva di 37 milioni di euro a causa di comportamenti collusivi, organizzati per tenere alti i prezzi danneggiando i consumatori.
Ulteriori informazioni presenti nell'edizione 2003 della guida:
Nell'aprile 1996, Greenpeace ha indicato in Henkel Hakusui, filiale giapponese, uno dei maggiori produttori mondiali di ftalati, sostanze dannose per la salute utilizzate per ammorbidire la plastica dei giocattoli e come ingredienti delle pellicole per alimenti (Fonte: Ethical Consumer 57/99). Compare tra le imprese che sono solite sperimentare su animali i loro prodotti (Fonte Compassionate Shopping Guide ed. 2000). In Italia è presente attraverso numerosi marchi di prodotti di largo consumo.

Tratto da:
- Miniguida al consumo critico e al boicottaggio. Realizzata da Movimento Gocce di giustizia. Ed. Monti, 2009.
- Miniguida al consumo critico e al boicottaggio. Realizzata da Movimento Gocce di giustizia. Ed. La Tortuga, 2003.

Post introduttivo all'argomento consumo critico qui.
Elenco prodotti Monsanto, Henkel e altre multinazionali qui.
Atre informazioni sulle multinazionali potete trovarle su Transnationale.

2011

 
 
"Studia il passato se vuoi prevedere il futuro. "
Un augurio a tutti per un 2011 sereno, pieno di coraggio e volontà.