mercoledì 15 dicembre 2010

Ma di cosa vi stupite?

Le critiche della giornata di ieri, ovvero la giornata del voto alla fiducia a Silvio, spuntano come funghi tra blog, video di YouTube, note nei vari socialnetwork etc. E perchè non deliziarvi anche della mia opinione? Meglio avvisare che la mia voce è fuori dal coro, alcuni non capiranno, altri storceranno il naso e tanti altri mi mandaranno a quel paese. Io, però, non desisto e scrivo lo stesso quello che penso....chissà che qualcuno non rimane colpito e comincia quantomeno a pensarci un po' su.
Non voglio criticare il comportamento dei politici che probabilmente in gran parte saranno stati corrotti per votare in favore del governo, senza contare quelli che si sono astenuti (ma brutto pirla non ce l'hai un opinione?). Non voglio parlare delle manifestazioni, dei ragazzi e delle forze dell'ordine feriti (sommariamente quello che penso si può desumere dal post precedente).
Io voglio criticare gli italiani. Gli italiani che hanno votato questi amebi presenti in Parlamento a destra, sinistra, centro e quelli che non sanno da che parte stare.
Non mi stancherò mai di dire che la scelta di una persona che si reca a votare cadrà su quei candidati che a suo parere meglio la rappresentano. I nostri politici sono condannati (o indagati) per corruzione, bancarotta fraudolenta, evasione fiscale, istigazione a delinquere, vilipendio, concorso in associazione mafiosa, violenza privata, oltraggio a pubblico ufficiale, peculato, abuso di ufficio, finanziamenti illeciti, etc etc etc..... E se la matematica non è un opinione...
Facile fare i rivoluzionari nell'omertà delle piccole azioni quotidiane in cui non c'è il rispetto per i nostri concittadini....si parte dal parcheggio in doppia fila o nelle zone riservate agli invalidi, si passa per l'esame in ospedale senza attesa perchè si conosce lo zio del nonno del medico, per gli abusi di ufficio nelle piccole amministrazioni comunali e si arriva dritti dritti in Parlamento.
Lo fai tu, lo faccio io. Non fa una piega...

Giada Iovino

Leggi anche: La squadra nazionale 

Domande #1

Se questo è manifestare...passamontagna nuova moda tra i giovani?

[Sì, sono a conoscenza del fatto che capita che ci siano infiltrati delle forze dell'ordine tra  i dimostranti. No, non penso che sia questo il caso. E no, non penso che manifestare ormai serva a qualcosa.]

venerdì 10 dicembre 2010

Per solo 14 miliardi di euro...

In Italia è così.
Muore assassinata, investita o comunque in condizioni tragiche una persona e il paese insorge: giustizia! pena di morte! castrazione chimica! Quando, per quanto possa dispiacere, nella situazione ci sono coinvolti solo i parenti della vittima e la questione dovrebbe essere risolta, nel loro rispetto, a riflettori spenti senza creare uno show patetico.
La collettività dovrebbe, invece, ritenersi offesa nella sua completa totalità quando vengono scoperti scandali nei quali sono coinvolti uomini dello stato, politici, imprenditori e criminalità organizzata. Faccio un esempio recentissimo, così che nessuno può dire che non sa di che cosa sto parlando. Proprio ieri è stato condannato in primo grado Calisto Tanzi, imprenditore, proprietario di Parmalat, l'impresa che ha mandato in bancarotta. Era già stato condannato (in secondo grado) per aggiotaggio. Ragazzi: bancarotta fraudolenta e aggiotaggio....se non c'è coinvolta la collettività qui...
Il signorotto ha creato un debito di 14 MILIARDI di euro (già alla fine degli anni '80 ammontava a centinaio di miliardi di lire, le difficoltà finanziarie -scoperte solo nel 2003- erano già rilevabili agli inizi degli anni '90), mandando sul lastrico piccoli azionari e i risparmiatori che avevano investito in bond (soltanto questi ultimi hanno ricevuto un parziale risarcimento). Ha corrotto -dagli anni '80- esponenti politici (di tutti gli schieramenti...e sono gli stessi che sono in Parlamento ancora oggi!!!!!) in modo che venissero approvate leggi a favore della commercializzazione di alcuni prodotti, in modo che venissero nominate determinate persone a capo di banche, in modo da comprare spazi pubblicitari, eccetera eccetera.
Tutte queste cose sono scritte nero su bianco su Wikipedia alla voce "crac Parmalat" (certo l'enciclopedia elettronica offre soltanto un riassunto di ciò che è successo, ma vi assicuro che è già una buona base di informazioni), non bisogna essere degli economisti per capirle o venirne a conoscenza..bisogna soltanto avere la voglia di informarsi e di sapere.
Ma il punto sul quale voglio premere è un altro. La condanna per bancarotta è stata fissata per 18 anni di reclusione, ma se si tiene conto che si andrà in Appello, in Cassazione con i tempi della nostra giustizia, e il caro Tanzi ha già 72 anni ed è in preda ad acciacchi -tutti dolorini che quando distribuiva mazzette evidentemente non avvertiva- .....come dite voi in "galera" non ci starà per molto...ed è proprio qui il punto! Non mi sembra di aver sentito gli italiani indignati, non mi sembra di aver sentito inneggiare alla pena di morte...e dire che si tratta di un ladro, di un corruttore, di una persona disonesta che, in collaborazione con i politici disonesti, ha contribuito a mandare in malora il nostro bel paese. Possibile che non si incazza nessuno? Un omicidio è un fatto gravissimo, chiaro, ma non deve diventare una questione di stato, un motivo per fare spettacolo (perchè è questo che ormai è diventato), non deve essere nemmeno strumentalizzato per creare panico tra la gente.
In una situazione come quella di Parmalat si tratta di aver buttato merda su tutti. Certo perchè strumentalizzare un fatto che, in fondo, è semplicemente l'apoteosi di un modo di vivere all'italiana?

Giada Iovino

giovedì 9 dicembre 2010

Consumo critico #7: Eni e Exxon Mobil (Esso) (aggiornati al 2009)

ENI (AGIP)
INDIRIZZO PRINCIPALE: ENI S.p.A., Via Emilia 1, 20097 San Donato Milanese (MI).
www.eni.it
E' una multinazionale italiana che opera nel settore dell'industria petrolifera e del gas naturale, della generazione e commercializzazione di energia elettrica, della petrolchimica, dell'ingegneria, e delle costruzioni. E' diffusa in 70 Paesi, con 79.000 dipendenti. Il più noto marchio del gruppo è AGIP. Nel 2008 ha fatto un utile netto di 8,83 miliardi di euro con un fatturato di 108,1 miliardi di euro (Fonte: Eni.it).
ENI è accusata di violare i diritti umani nella zona del Delta del Niger, dove sorgono numerosi impianti della compagnia e dove vivono milioni di persone con meno di due dollari al giorno (Fonte: Valori n. 57, marzo 2008).
Se in Italia sponsorizza campagne per il risparmio energetico come M'illumino di meno, organizzata da Caterpillar su RaiRadio2, lancia l'iniziativa ENI 30 percento per ridurre i consumi energetici, e promette investimenti sulle energie rinnovabili, all'estero non è così "pulita" come sembra: negli impianti in Nigeria il gas naturale derivante dall'estrazione del petrolio viene bruciato a cielo aperto, anche se si tratta di gas grandemente inquinante con il gas flaring (Fonte: Valori n. 59, maggio 2008).
ENI (AGIP), Exxon (ESSO), Shell e Total sono le principali compagnie petrolifere impegnate nello sfruttamento del giacimento di Kashagan, in Kazakistan. Nel 2002 sono iniziati i lavori per gli impianti di estrazione e lavorazione del petrolio e anche i problemi per le popolazioni locali, documentati da una missione di organizzazioni ambientaliste internazionali: danni ambientali, sanitari, sociali e finanziari (Fonti: Altreconomia n. 94, maggio 2008; Valori n. 59, maggio 2008).
ENI dovrà pagare una multa di 1,9 miliardi di euro al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare italiano per il danno ambientale causato dalla controllata Syndial (ex Enichem) che ha inquinato gravemente il Lago Maggiore: i rifiuti di scarto, tra cui mercurio e altri inquinanti, oltre al DDT, venivano scaricati nel torrente Marmazza da dove finivano nel fiume Toce e quindi nel lago.
Tra il 1982 e il 1996 diverse società, tutte controllate da ENI, hanno gestito lo stabilimento petrolchimico di Pieve Vergonte (Verbania): ora Pieve Vergonte è considerata una delle 16 aree ad "elevato rischio" d'Italia al pari di Marghera, Bagnoli, Piombino (Fonte: Altreconomia n. 97, settembre 2008).
ENI ha la sede di molte attività strategiche in paradisi fiscali. Infatti la società petrolifera saldamente controllata dallo Stato italiano (più del 30% del capitale) ha almeno l'80% delle sue controllate registrate in Paesi diversi dall'Italia: 205 società tra Paesi Bassi, gran Bretagna, Stati Uniti, Norvegia, Portogalli, Belgio, Francia, ma anche Svizzera, Bermuda, Isole Vergini Britanniche, Isole del Canale. Nelle Antille Olandesi si trova un'impresa di ENI, la AGIP NV, indicata nel bilancio con un capitale di 1 solo euro: una vera e propria scatola vuota! Altre due imprese registrate nel Lussemburgo hanno la sede effettiva da cui viene condotto il business ad Amsterdam. e beneficiano quindi delle facilitazioni fiscali lussemburghesi.
Infine, le imprese che ENI mette a bilancio sotto la voce "USA", tutte tranne una, sono registrate nel Delaware, una sorta di paradiso discale interno agli Stati Uniti (Fonte: Valori n. 68, aprile 2009).
Ulteriori informazioni presenti nell'edizione 2003 della guida:
Nell'edizione del 2001 della miniguida è stato sottolineato come la SAIPEM, azienda del gruppo Eni, stesse espropriando ampie estensioni di terre della regione di Abua, in Nigeria, per la realizzazione di un gasdotto, adottando metodi tutt'altro che etici (Fonte: Equonomia n. 4 dicembre 1998, p. 12).
AGIP, noto marchio del gruppo, si distingue negativamente in Ecuador, paese in cui è presente dal 1987. Malgrado il codice di comportamento dell'Eni spieghi che "il rispetto delle diversità culturali e la conoscenza delle condizioni sociali ed economiche delle comunitò in cui la Società è presente, sono un carattere distintivo dell'Eni. La costante vigile attenzione per la tutela dell'ambiente si realizza grazie allo sviluppo di tecnologie d'avanguardia e di prodotti e servizi sempre più avanzati" (N.d.R. il sito di Eni ha una sezione dedicata all'ambiente), sembra che nel "Blocco 10" -200.000 ettari di terra nei quali Agip ha avviato, nel 1999, l'attività esplorativa e produttiva- ci siano aree militarizzate e  che venga impedito l'ingresso a tecnici indigeni e di altre organizzazioni. (Sul sito dell'Eni la situazione è descritta, invece, così. N.d.R.).
Agip è accusata, inoltre, di promuovere lo sfruttamento e l'esportazione di piante medicinali in condizioni non trasparenti. 
Insieme alla spagnola REPSOL, Agip gestisce in Ecuador anche un'area di sfruttamento del Parco Nazionale di Yasumi, istituito nel 1979 e dichiarato dall'Unesco "Riserva della biosfera", in cui vive il popolo Huaorani. Le conseguenze ambientali e sociali dell'attività Repsol-Agip sono facili da immaginare (fonte: Carta, 3 dicembre 2000).
Fernando Villavicencio -dirigente del sindacato dei lavoratori petroliferi e del Coordinamento dei movimenti sociali ecuadoriani- ha detto "il settore petrolifero ha attivi e riserve superiori a centomila milioni di dollari, ma il governo lo vuole consegnare ad imprese private, come la nordamericana Orix e l'italiana Agip. L'Agip si è già appropriata in maniera illecita del commercio del gas: l'ex ministro dell'energia del governo Mahaud era anche il presidente della compagnia Agip in Ecuador e, malgrado il conflitto di interessi, non si è mai dimesso dalla compagnia." (Fonte: Carta, 7 febbraio 2001).

EXXON MOBIL (ESSO)
INDIRIZZO PRINCIPALE: ExxonMobil Corporation, 5959 Las Colmas Boulevard, Irving, Texas 75039-2298, USA.
www.esso.com
IN ITALIA: Esso Italia S.R.L., Viale Castello della Magliana 25, Roma.
www.esso.com/Italy-Italian..
ExxonMobil Corporation è la multinazionale statunitense frutto della fusione, nel 1999, tra le due grandi imprese Exxon e Mobil. E' la prima e più importante compagnia petrolifera nel mondo. Nel 2007 ha realizzato un fatturato di 404,4 miliardi di dollari con 39,5 miliardi di utile netto (Fonte: wikipedia.org).
La multinazionale è responsabile del più grande disastro ecologico nella storia dell'industria petroliera: si tratta dell'incidente occorso il 24 marzo 1989, in cui la petroliera Valdez andò ad impattare contro un iceberg, riversando nelle acque dello stretto di Prince in Alaska, 38 milioni di litri di greggio. La multinazionale ha accettato di risarcire circa 33.000 pescatori e abitanti del luogo che avevano intrapreso una battaglia legale. Dopo vent'anni dalla più drammatica catastrofe ambientale della storia, la multinazionale ne esce con una pena mediocre; infatti, alle persone costituitesi parte civile, la compagnia dovrà risarcire danni per poco più di 500 milioni di dollari: un decimo circa della cifra iniziale che la Corte Federale aveva imputato alla compagnia, pari a 5 miliardi di dollari: una cifra irrisoria se si pensa che la ExxonMobil genera 500 milioni di dollari nel giro di una settimana (Fonte: Greenpeace.org notizia del 11 febbraio 2009).
Infine, si è vista respingere la richiesta di archiviazione della causa collettiva del 2001 in cui 11 villaggi indonesiani accusavano i soldati del servizio di sicurezza della società, di aver ucciso, torturato, stuprato e rapito alcuni dei loro abitanti a Sumatra (Fonte: Valori n. 63, ottobre 2008).
Ulteriori informazioni presenti nell'edizione 2003 della guida:
La Mobil è presente in Indonesia nell'isola di Aceh, dove si è resa complice delle atrocità commesse dall'esercito indonesiano nei confronti della popolazione locale per poter operare indisturbata nell'estrazione del gas naturale, fornendo alle autorità governative del regime dittatoriale di Jakarta una delle fonti di guadagno più importanti senza che alcun beneficio venisse alla popolazione locale. Precisamente la Mobil è accusata di aver fornito supporto logistico presso le proprie basi dove venivano torturati ed uccisi gli abitanti e le ruspe per scavare fosse comuni dove seppellire le persone trucidate (Fonte: Equonomia n. 1 marzo 1999).
Inoltre in Perù alcune popolazioni indigene, fra cui gli abitanti Harakmbut, si stanno organizzando per difendere le loro terre dall'occupazione della Mobil che cerca di impadronirsene per l'attività di estrazione petrolifera (N.d.R. sul sito exxonmobil.einnews.com ho trovato una sezione riguardante le notizie dal Perù..il che mi fa pensare che le proteste non siano andate a buon fine per le popolazioni interessate).
Exxomobil si è guadagnata un posto sulla lista delle 10 peggiori multinazionali del 2001 per essere la capofila nella campagna di negazione dell'effetto serra: blocca gli sforzi per un'appropriata azione di rimedio (Protocollo di Kyoto). oltre a non favorire gli investimenti sulle fonti di energie rinnovabili (Fonte: rivista americana Multinational Monitor, 31 dicembre 2001) (N.d.R. su rinnovabili.it ho trovato una notizia -datata 10 giugno 2010- che riferisce l'impegno della multinazionale su test sulla redditività commerciale dei biocarburanti estratti dalla lavorazione delle alghe).
Tra crisi in Venezuela e guerra in Iraq, il prezzo del petrolio è salito e la Esso ha mietuto profitti per più di 4 miliardi di dollari nell'ultimo trimeste del 2002. Il primo trimestre del 2003 si è presentato altrettanto roseo per la stessa multinazionale, che ha stipulato un ghiotto contratto con il Pentagono: fornirà benzina, carburante e oli lubrificanti per i carri armati, i caccia e le navi da guerra statunitensi fino al 2005 (ndr: non trovo dati riguardanti gli anni dal 2005 ad oggi).
Nel 2000 la Exxon Mobil ha contribuito con oltre 1 milione di dollari all'elezione di Bush, che tra le sue prime decisioni ha rifiutato di ratificare il Protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici, ha dato avvio all'estrazione petrolifera anche in aree protette e ha rimosso il Presidente dell'IPCC (International Panel on Climate Change), che fin dal 1995 aveva indicato nell'uso di combistibili fossili la principale causa dei cambiamenti climatici (Fonte: articolo su Tra Terra e Cielo n. 167, dicembre 2002).

Tratto da:
- Miniguida al consumo critico e al boicottaggio. Realizzata da Movimento Gocce di giustizia. Ed. Monti, 2009.
- Miniguida al consumo critico e al boicottaggio. Realizzata da Movimento Gocce di giustizia. Ed. La Tortuga, 2003.

Post introduttivo al consumo critico qui.
Elenco prodotti Eni, Exxon Mobil e delle altre multinazionali qui.
Altre informazioni sulle multinazionali su Transnationale.

Nell post dedicato alle multinazionali farmaceutiche Bayer e Novartis, tra i commenti un gentile "anonimo" invitava me (e chiunque mi dà supporto) a rivolgermi allo stregone la prima volta che mi fossi sentita male. Mi auguro che sia chiara una volta per tutte la mia intenzione divulgativa di queste informazioni: è giusto che più persone possibile sappiano come agiscono queste multinazionali, che non solo non hanno rispetto per l'ambiente e per le popolazioni dei paesi che occupano ma hanno anche una grandissima influenza sulle scelte politiche ed economiche prese "ai piani alti".

lunedì 6 dicembre 2010

Che il Natale sia almeno ecosostenibile!

[Banksy "Consumer Jesus"]

Sono rimasta colpita dalla frenesia natalizia che si è impossessata della gente.
Ho deciso, quindi, di proporre qualche idea per un Natale ecologico a chiunque lo festeggia (più che idee vi rimando semplicemente a qualcuno che ci ha pensato al posto mio). 
Perchè deve essere una festa del consumo esagerato e dello spreco?

Menù ecologico: la sfida della cucina natalizia con gli scarti dall'antipasto al dessert (su Lifegate.it).
Consigli per regali e addobbi nel rispetto della natura, e materiali da evitare assolutamente in quanto tossici (su Centroconsumatori.it).

Internet offre l'opportunità di trovare numerose idee per regali ecosostenibili e fai-da-te, basta un attimo.
Che ne dite di fare un bel regalo alla vostra salute e all'ambiente?

mercoledì 1 dicembre 2010

Se la vita ha un grosso valore...la libertà ne ha uno più prezioso.

Mi dispiace che questo post sia stato anticipato dalla morte del regista Monicelli. Mi dispiace per la scelta che lo ha portato a compiere un gesto plateale, forse per evitare nuove inutili ed ipocrite polemiche per un caso alla Englaro o Welby, che tanto avrebbe reso affamate le bocche bavose dei media (purtroppo quelle dei politici è impossibile metterle a tacere..infatti l'atto di Monicelli ha suscitato ugualmente polemiche, anche in sede parlamentare). Mi dispiace perchè quasi mi viene da pensare che porto sfiga: ogni volta che comincio a pensare a qualcosa da scrivere sul blog qualcuno mi anticipa e finisco per pubblicare qualcosa che rientrerà nel calderone tra "le-cose-dette-perchè-l'argomento-è-caldo". Non è così. Quello che scriverò è frutto di una lunga riflessione che difficilmente rettificherò. Tralascio l'aspetto personale, ovvero quello della mia scelta, perchè non cerco consensi, non voglio che vi conformiate ad una decisione che non è la vostra, perchè non sono affari che miei e perchè voglio che sia un invito a formare un'opinione svincolata da qualsiasi indottrinamento.
Bene. Se qualcuno ha ancora qualche dubbio, sono qui a scrivere riguardo la decisione (preventiva) di scegliere cosa fare della propria vita quando non si avrà modo di esprimersi o di formulare un pensiero. Eutanasia, testamento biologico: ci sono delle differenze, ma io voglio parlare della sostanza.
Questa scelta dovrebbe essere presa liberamente da ciascuno; dovrebbe essere concessa la possibilità di decidere senza pressioni di alcun tipo. Dovrebbero lasciare carta bianca: in questo modo le persone che hanno determinati principi religiosi o personali potranno decidere di curarsi mentre chi pensa sia una sofferenza inutile (per sè e per la propria famiglia) potrà scegliere di andarsene quando avrà un minimo di dignità e non sarà ridotto ad uno squallido vegetale.
Come scegliere un'automobile: insomma chi può giudicare od ostacolare la vostra scelta di comprarvi un bel suv ingombrante piuttosto che una piccola utilitaria? Perchè non dovrebbe essere lo stesso con decisioni ben più importanti e personalissime? Perchè le scelte di alcuni devono vincolare quelle di altri?
Io penso di aver capito il motivo. La spiegazione è che c'è l'enorme necessità (oggi più che mai) di massificare le persone. Il dolore e la malattia creano business: se una persona malata resta in vita fino alla fine dei suoi giorni (che poi quando è la fine dei suoi giorni visto che è attaccata ad una macchina??) sarà un bene. Sì! Non è cattiveria, è business. E' soldo. Sarà un bene per le multinazionali farmaceutiche, che -insieme a molte altre- hanno grosse influenze sulle scelte politiche, economiche e dei medici che ci curano, sarà un bene per il cestino delle offerte in chiesa, per le cliniche private che sono gestite da società (e qual'è lo scopo di una società?), e forse, nella più drammatica delle ipotesi, arricchirà le tasche di qualche amministratore politico.
E' necessario che tutti si battano perchè questa scelta sia lasciata ad ognuno, che sia veramente personale, senza il timore di giudizi (anche veri e propri!!) ed ostacoli.

E' un tema che dovrebbe essere trattato costantemente fino a quando verrà lasciata a tutti la possibilità di decidere per la propria vita. Non bisognerebbe farlo cadere nel dimenticatoio fino alla prossima bomba mediatica perchè i malati sono tali tutti i giorni e, purtroppo, hanno la sfortuna di non chiamarsi Moroni, Englaro, Nuvoli, Welby o Schiavo.

Giada Iovino

martedì 30 novembre 2010

Beata ignoranza!




Questo post è politicamente scorretto. Non vuole prendere le parti di nessuno. Vuole soltanto offrire una visione diversa, soprattutto per quelle persone che stanno protestando, senza sapere su che cosa. Giustamente ognuno ha un'opinione a riguardo. Ma magari ci sono persone, come me prima, che si svenano a criticare qualcosa che non conoscono. Questo è solo uno spunto. Nulla vi vieta di cercare ulteriori informazioni, come sempre.
Quando avevo 15-16 anni partecipavo a diverse manifestazioni studentesche. I temi, bene o male, erano gli stessi attuali: tagli, buoni scuola e, in particolare per il mio liceo, il problema di strutture pericolanti. Ma, devo dirlo...avevo 16 anni e se c'era da manifestare lo facevo senza pormi il problema di andare a conoscere in concreto ciò che scatenava l'ira studentesca. I ragazzi più grandi spiegavano sommariamente la questione e via! Giù in strada a gridare come forsennati.
Ora di anni ne ho 10 di più e sono studentessa universitaria (ancora per poco spero!). Con la maturità dei miei 26 anni cerco di informarmi, soprattutto ora che scrivo su questo blog; cerco di conoscere più in dettaglio le varie questioni che poi andrò a condividere.
Questi giorni sono rimasta molto colpita dalle immagini che riguardano le manifestazioni studentesche. Ho l'impressione che siano di portata davvero enorme, qualcosa che non ricordo di aver mai visto. Mobilitazioni di proporzioni gigantesche, che suscitano attenzione anche all'estero. Vedendo i vari video si è scatenata dentro di me una forte coscienza rivoluzionaria, come mi capitava ai tempi del mio amatissimo liceo. Così appena pubblicato il video del Ministro Gelmini su Youtube, ho deciso di ascoltare cosa avesse da dire la MariaStar; nonostante il nervoso iniziale quando suggerisce di non farsi strumentalizzare mi sono trovata ad essere d'accordo quando il Ministro parla di diritto allo studio e dell'eliminiazione dei sistemi di favoritismi tanto radicati in qualsiasi ambito nel nostro paese. Sono rimasta sbigottita. Com'è possibile? Sono soltanto belle parole e poi la riforma prevede il contrario? Allora ho pensato di cercare il testo completo del progetto di riforma, convinta che non sarebbe stato di difficile comprensione perchè comunque è risaputo il livello di alfabetizzazione dei nostri politici! E così è stato. Digitando  "testo ddl gelmini" su google ho trovato il testo completo della riforma. Provo a sintetizzare i punti importanti:
Titolo I: Organizzazione del sistema universitario
L'art. 1 suscita già attenzione perchè si occupa dei "principi ispiratori della riforma": si parla di autonomia delle università, di trasperenza, si fa riferimento all'art. 33 Cost, si parla di promozione del diritto allo studio e di promozione nel merito  "Al fine di rimuovere gli ostacoli all'istruzione universitaria per gli studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, il Ministero programma e monitora specifici interventi per la concreta realizzazione del diritto allo studio e la valorizzazione del merito."
Gli articoli successivi trattano degli aspetti riguardanti l'organizzazione interna, gli organi (elezione, competenze, durata delle cariche, etc) -art. 2- e l'eventuale fusione/federazione tra università (per migliorare l'attività didattica -art. 3-): aspetto importante è quello che riguarda gli statuti. In forza di questa riforma le università dovranno modificare i propri statuti (i progetti verranno inviati al Ministero che eserciterà il controllo di legittimità e merito e potrà  una sola volta, indicare agli istituti le norme illegittime e quelle da riesaminare nel merito; gli organi potranno non conformarsi attraverso il voto -legge 168/1989 art. 6-), e dovrà essere previsto un codice etico; tutto questo al fine di raggiungere una migliore qualità, efficienza ed efficacia dell'attività didattica e di ricerca, attuazione del principio di trasparenza e quello di accessibilità alle informazioni relative all'ateneo. I vari dipartimenti dovranno essere riorganizzati coerentemente con la programmazione didattica e verrà istituita, per ciascun dipartimento, una commissione paritetica docenti-studenti per l'assicurazione della qualità della didattica, competente a svolgere attività di monitoraggio dell'offerta formativa e contribuendo alla valutazione della stessa formulando pareri sull'attivazione o soppressione di corsi di studio. Cosa chiedere di più? Gli studenti avranno finalmente voce in capitolo; non vedranno più sparire corsi di studio senza motivazione, avranno modo di discuterne insieme ai docenti e verificare la situazione. Si parla di coerenza nella programmazione didattica, il che significa coerenza in tutto il sistema universitario.
Titolo II: Norme e delega legislativa in materia di qualità ed efficienza del sistema universitario
Viene istitutito il "fondo per il merito" (art. 4) che riguarda la concessione di premi di studio, buoni studio e prestiti d'onore che sarà gestito dalla CONSAP; il fondo sarà alimentato da (art. 4 n.7): versamenti spontanei da parte di privati/enti/fondazioni, trasferimenti pubblici, etc.
Mi sembra che i propositi siano più che buoni. Finalmente non ci saranno più favoritismi. Gli studenti meritevoli vedranno spalancarsi le porte grazie al loro impegno. Forse quello che viene sottovalutato è che il sistema dei favoritismi è nato proprio all'interno della nostra società, e che forse se viene debellato non sono più tutti tanto contenti. Ho come l'impressione che ci si lamenta solo perchè non si ha avuto la spintarella...perchè se capita voglio vedere quante persone, che si atteggiano tanto oneste, la rifiuterebbero!
L'art. 5 tratta un argomento, a mio avviso, piuttosto importante: viene delegato il Governo per gli interventi, successivi all'entrata in vigore della riforma, riguardanti la qualità e l'efficienza del sistema universitario. Sarà quindi il Governo, su azione del Ministero ovviamente, che dovrà intervenire per il raggiungimento degli obiettivi di: valorizzazione ed efficienza dell'università, interventi sulla disciplina contabile per garantire coerenza con la programmazione e maggior trasparenza per l'individuazione della condizione patrimoniale, valorizzazione della didattica e della ricerca, rimozione degli ostacoli al diritto allo studio. Dovrà occuparsi anche dell'introduzione di un sistema di valutazione, da parte dell' ANVUR (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca -che ha dettato anche numerosi criteri presenti nella riforma!-), sugli atenei (idoneità strutturali, organizzative, ...) e sulla didattica e ricerca. E' importante questo punto perchè allora non è tanto questa riforma a dover essere temuta quanto gli interventi che saranno successivi che potranno non seguire attentamente i criteri contenuti in questo ddl. Il fatto che venga promossa la trasparenza, il controllo patrimoniale dovrebbe far gioire gli studenti: quanto vorrei sapere dove vanno a finire tutte le mie tasse universitarie..specialmente quando mi viene rifiutata una fotocopia!
Titolo III: Norme in materia di personale accademico e riordino della disciplina concernente il reclutamento
Dai diciamolo. E' questo che crea tanto scompiglio. Ma riguarda il personale universitario, docenti e ricercatori e gli aspetti contrattuali e di reclutamento. Gli studenti di cosa si lamentano? Allora forse sì...un pochino strumentalizzati lo sono...
Gli articoli riguardanti quest'ultimo titolo si occupano, come ho detto, degli aspetti contrattuali, di reclutamento e di valutazione del personale. Aspetto interessante è l'introduzione (art. 8) di un sistema di valutazione attraverso l'istituzione, per ciascun settore scientifico, dell'abilitazione scientifica nazionale (vengono definiti i modi di selezione dei commissari e le procedure per l'abilitazione) la quale, attraverso giudizio motivato, attesta la qualificazione scientifica dei professori sulla base di criteri e parametri definiti con decreto ministeriale (revisionati ogni 5 anni). La valutazione ha durata quadriennale.  Cosa c'è di sbagliato in una verifica preventiva dell'idoneità all'insegnamento di un soggetto? Quanti docenti vi sono capitati che, magari sono molto competenti, ma non hanno la capacità di spiegare? Quanti sono veramente preparati? I miei li posso contare sulla dita di UNA mano.
Le facoltà avranno anche la possibilità di stipulare contratti per avvalersi di esperti di alta qualificazione e altri soggetti in possesso di un significativo curriculum e adeguati requisiti scientifici; saranno preferiti i dottori di ricerca, gli abilitati, etc. (art. 11
Gli art. 10 e 12, infine, riguardano i ricercatori. Gli assegni di ricerca saranno assegnati, tramite bando, a coloro che sono in possesso di un curriculum scientifico/professionale idoneo allo svolgimento della ricerca; gli assegni di ricerca saranno concessi dall'università e anche dal Ministero che destinerà annualmente una quota del finanziamento ordinario a tale scopo. Gli assegni potranno avere durata da 1 a 3 anni rinnovabili e non cumulabili con altre borse di studio per  un periodo non superiore a 4 anni (compresi i rinnovi).
E' poi stabilito che: "la durata complessiva dei rapporti instaurati con i titolari di assegni e dei ricercatori a tempo determinato, intercorsi con atenei diversi, con il medesimo soggetto non può in ogni caso superare i 10 anni anche non continuativi" (punto n.9 art. 10).
I ricercatori a tempo determinato invece saranno scelti mediante procedure pubbliche di selezione per attività di ricerca, didattica, servizi agli studenti, ... quando sono in possesso di un curriculum adatto allo svolgimento delle mansioni oggetto del bando. I contratti avranno durata di 3 anni rinnovabili ad altri 3 previa prova positiva di valutazione delle attività didattiche e di ricerca svolte.
Non mi è molto chiara la condizione odierna dei ricercatori, nel senso che non conosco il sistema di reclutamento. So soltanto che oggi nelle università gran parte di loro svolge attività di didattica, e quindi insegnamento, a costo quasi zero. Per questo non posso esprimere un giudizio (anzi se qualche lettore ha voglia di illuminarmi mi farebbe enorme piacere!), continuo con le mie ricerche sull'argomento.

Riguardo le polemiche sui tagli vorrei ricordare che il ddl gelmini non ne fà alcun riferimento. Questi tagli sono già stati approvati nel 2008 e nel 2009 e io non ho memoria di manifestazioni di portata tale e quale a quelle di questi giorni. Ricordo male?

Vorrei spendere due parole anche sulle critiche sorte sulla questione dei voti universitari dei politici. Premetto che non è mia intenzione schierarmi contro una parte politica piuttosto che l'altra anche perchè secondo me una vale l'altra! Vorrei semplicemente sottolineare come l'aver segnati, nel libretto universitario, una sfilza di 30 e lode non significa necessariamente essere una persona intelligente e coerente. Io di 30 ne ho solo uno, e nemmeno con la lode. Ma ritengo di non essere certo meno sveglia, intelligente e onesta di certi elementi, soprattutto presenti in politica, che hanno ottenuto la lode e un bavoso bacio accademico. 

Giada Iovino


Vi lascio un paio di video interessanti, altre voci fuori dal coro che dovrebbero spronare ad informarsi al meglio.

   
 

lunedì 29 novembre 2010

Dobbiamo finire la storia!



 Per il video con i sottotitoli in italiano clicca qui.

 Certo Philippe Starck è un designer. E in questo video tratta di design. Ma siamo proprio sicuri che parli solo di questo?

lunedì 22 novembre 2010

Consumo critico #6: Johnson & Johnson inc. e L'Oréal (aggiornati al 2009)


JOHNSON&JOHNSON
INDIRIZZO PRINCIPALE: Johnson & Johnson Inc., I Johnson&Johnson Plaza, 08933 New Brunswick, NewJersey 089330 USA.
IN ITALIA: Johnson&Johnson S.p.A.,Via Ardeatina km 23, S. Palomba 00040 Roma.
Multinazionale farmaceutica di origine statunitense che controlla 250 società sparse in 57 Paesi. Il suo fatturato è di circa 60 miliardi di dollari, con un profitto da 11 miliardi di dollari (29° nella classifica mondiale dei profitti); impegna circa 122.000 lavoratori. Nel 2006 ha speso ben 2 miliardi di dollari in pubblicità (9° posto mondiale).
L'azienda è una delle più attive nell'attività di lobby nei confronti del Governo statunitense: nel 2008 per questa attività ha stanziato 8 milioni di dollari.
Secondo un rapporto dell'associazione Oxfam è la multinazionale farmaceutica che si è impegnata meno per assicurare il diritto alla salute agli abitanti del Sud el mondo (N.d.R. guardate i visi sorridenti che ci sono in homepage del sito. Al solito, sui siti in inglese e italiano è presente la sezione "our caring", sta ad ognuno di noi valutare l'attendibilità e la bontà dell'impegno della multinazionale). Essa infatti si oppone all'abbassamento dei prezzi dei farmaci in tali paesi e sta esercitando notevoli pressioni al fine di rendere ancora più stringente la legislazione sui brevetti.
Tra il 1994 e il 1997 si è resa protagonista di violazioni delle leggi sul lavoro negli USA e ha pagato multe per 5.750 dollari. Ha inoltre pagato 5 milioni di dollari per aver indotto i propri dipendenti a distruggere le prove relative ad un'indagine federale sulla promozione di un farmaco in casi non ammessi dalla Food and Drug Administration (MM, Gennaio 1995). Secondo IBFAN (International Baby Food Action Network N.d.R.), trasgredisce il codice OMS sul latte in polvere reclamizzando bottiglie per l'allattamento artificiale. Compare anche tra le imprese che eseguono esperimenti sugli animali (Fonte: Nuova Guida al Consumo critico, 2000, pag. 246) (Fonte: edizione 2003).
Nel luglio del 2006 una giuria del Texas ha condannato l'azienda a pagare 772.500 dollari per la morte di una donna che stava usando un cerotto a base di Fentanil prodotto dall'impresa, perchè la dose di Fentanil in circolazione nel sangue della donna era dieci volte superiore rispetto a quella terapeutica. Non si trattò dell'unica morte, infatti già nel luglio 2005 la Food and Drug Administration degli Stati Uniti aveva comunicato di indagare sui casi di decesso di altre ben 120 persone.
Negli Stati Uniti ci sono circa 4.000 procedimenti giudiziari a carico dell'impresa che riguardano il cerotto anticoncezionale Ortho Evra, accusato di aver provocato malattie o addirittura la morte.
L'associazione statunitense Peta accusa la multinazionale di contribuire alla pratica della sperimentazione animale (link a destra N.d.R.) (Fonte: Guida al consumo critico, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, EMI, Bologna, 2008).
Nel luglio 2007 ha annunciato l'intenzione di tagliare il 3-4% dell'organico, corrispondente a circa 4.000 persone, anche se nei primi sei mesi del 2007 aveva già guadagnato il 9% in più rispetto allo stesso periodo del 2006 (3 miliardi di dollari!). 
Sempre nel 2007 si sono verificati, nelle fabbriche della multinazionale, incidenti che hanno provocato la fuoriuscita di 8.000 litri di sostanze petrolifere e l'emissione accidentale in atmosfera di 1.400 chili di gas inquinanti (N.d.R. Petrolio? Ebbene sì! Vedrete a cosa serve nel video qui sotto).
La Johnson&Johnson è arrivata persino a denunciare la Croce Rossa: secondo l'industria americana, infatti, quest'ultima sarebbe colpevole di aver utilizzato indebitamente l'universalmente conosciuto logo con la croce colorata di rosso su sfondo bianco. Da parte sua l'organizzazione umanitaria internazionale ha risposto dichiarandosi stupita, dopo oltre un secolo di utilizzo del simbolo in tutto il mondo, dell'iniziativo di Johnson&Johnson; aggungendo che tale logo è stato usato da entrambi "fino ad oggi in modo consensuale". La multinazionale ribatte che la ragione per cui ha deciso di cambiare atteggiamento dipende dal fatto che, fino ad ora, la Croce Rossa non aveva mai commercializzato alcun prodotto in competizione con quelli venduti dalla J&J. Recentemente, invece, la Croce Rossa ha infatti lanciato alcuni kit di pronto soccorso, spazzolini da denti e pettini (Fonte: Valori n. 55, dicembre 2007).

Ecco a cosa serve il petrolio alla multinazionale Johnson&Johnson. Ecco perchè nessun quotidiano ha pubblicato la notizia degli incidenti...

L'Olio Johnson, quello che tutte le mamme amorevoli usano per coccolare la pelle delicata dei propri figli. Ecco gli ingredienti: Paraffinum Liquidum (derivato del petrolio), Isopropyl Palmitate, Parfum (Gli ingredienti sono sempre in ordine di quantità). Sicure di voler coccolare il vostro bambino con il petrolio?



L'OREAL
INDIRIZZO PRINCIPALE: L'Oréal SA, Rue Royal 14, 75008 Paris, Francia.
www.loreal.com
IN ITALIA: L'Oréal Italia S.p.A., Via Primaticcio 155, 20147 Milano.
www.loreal.it
E' una multinazionale di origine francese che opera nel settore della cosmesi. E' seconda nella graduatoria mondiale per quanto riguarda il settore della cosmesi. Ha un fatturato di 17 miliardi di euro e i suoi principali azionisti sono la famiglia Bettencourt (30%) e il Gruppo Nestlé (29,8%) (l'edizione 2003 indicava anche la Società Finanziaria Gesperel con il 53,7%). Solamente in Italia fattura 870,7 milioni di euro e ha 200 persone alle proprie dipendenza. La multinazionale ha pagato 3 miliardi di dollari in pubblicità nel 2006 (quarto investimento a livello mondiale).
Nel 2007 ha controllato 585 stabilimenti dei propri fornitori (soprattutto asiatici); dalle ispezioni è emerso che solo l'11% rispetta in maniera soddisfacente i diritti dei lavoratori, mentre il 9% ha addirittura impedito agli ispettori l'accesso alle fabbriche.
Nel luglio 2007 Garnier (azienda controllata dalla multinazionale francese) è stata condannata da una corte francese e costretta a pagare un'ammenda di 30.000 euro per discriminazione razziale. Un ex direttore della filiale americana ha presentato denuncia contro la multinazionale  alla Corte Elizabeth del New Jersey in quanto sostiene di essere stato licenziato dopo essersi opposto alla volontà dell'azienda di riportare scritte ingannevoli sulle confezioni, dichiarazioni pubbliche non veritiere e iniziative dannose per i consumatori.
Nel 2007 la Campaign for Safe Cosmetics ha fatto analizzare alcuni rossetti ed è emerso che quelli di l'Oréal contenevano piombo (noto neurotossico e sostanza pericolosa) a un livello di circa sei volte superiore rispetto a quello consentito negli alimenti (Fonte: Guida al consumo critico, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, EMI, Bologna, 2008).
Per alcuni suoi prodotti utilizza contenitori in PVC, un tipo di plastica che in fase di smaltimento può produrre diossina. Uno studio condotto nel 1998 da un'associazione di consumatori della Malesia ha evidenziato che in alcuni prodotti di L'Oréal sono presenti degli oli minerali ritenuti cancerogeni (Fonte: Ethical Consumer 64/00) (Fonte: edizione 2003).
L'associazione Naturewatch sostiene che, nonostante le dichiarazioni pubbliche, la multinazionale francese utilizza animali per testare i suoi cosmetici; è stata anche criticata per la sua attività di lobby contro il divieto europeo di sperimentazione sugli animali, per questo l'associazione ha indetto il suo boicottaggio nel 2008 (Fonte: Guida al consumo critico, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, EMI, Bologna, 2008; www.naturewatch.org).
Greenpeace ha dato un codice rosso (negativo) a diversi prodotti della multinazionale perchè contengono sostanze chimiche dannose per l'ambiente (Fonte: Guida ai composti chimici presenti nei prodotti di uso comune, Greenpeace, maggio 2006).

Tratto da:
- Miniguida al consumo critico e al boicottaggio. Realizzata da Movimento Gocce di giustizia. Ed. Monti, 2009.
- Miniguida al consumo critico e al boicottaggio. Realizzata da Movimento Gocce di giustizia. Ed. La Tortuga, 2003.

Post introduttivo al consumo critico qui.
Elenco prodotti Johnson & Johnson, l'Oréal e delle altre multinazionali qui.
Altre informazioni sulle multinazionali su Transnationale.

Vi consiglio vivamente di controllare l'elenco ingredienti (INCI) dei prodotti cosmetici e per la cura del corpo che acquistate. Scoprirete tante cose interessanti e sconvolgenti. Potete controllare l'inci sul sito http://www.biodizionario.it/ che segnala per ogni ingrediente il tasso di pericolosità (sia per la salute che per l'ambiente). 
L'elenco delle multinazionali e dei vari marchi che testano sugli animali (non fatevi ingannare dalle diciture ambigue come "prodotto FINITO non testato sugli animali") potete trovarlo su Peta.org.
Ricordatevi che trovare prodotti eco-sostenibili è difficile ma non impossibile (un post sull'argomento qui): siamo noi consumatori e, in virtù di questa posizione, abbiamo nelle mani il potere di cambiare l'offerta delle imprese sul mercato! 

martedì 16 novembre 2010

Quando la giustizia non funziona (?)





[I link che compaiono nel testo e che riguardano i singoli istituti giuridici vi rimandano ad alcune definizioni, che seppur non siano approfondite quanto un testo dedicato, possono aiutarvi ad una comprensione più completa.]

Vi propongo un esempio per farvi capire quali sono le vere motivazioni del mal funzionamento della giustizia nel nostro paese. Questo perchè continuo a chiedermi sulla base di quali strumenti voi affermate che in Italia non c'è giustizia. Io sono convinta del fatto che gran parte di queste convinzioni provenga dai media e dall'indottrinamento che questi praticano nei nostri vostri confronti. I giornalisti vi danno le varie notizie in nome del diritto di informazione, ma in questo diritto però escludono totalmente gli aspetti tecnici che, ovviamente, loro stessi ignorano.
L'idea di portare questo esempio mi è venuta studiando e facendo delle ricerche per la mia tesi di laurea dal titolo "La percezione nella stampa e nell'opinione pubblica dei provvedimenti di esecuzione penale" o, come la chiamo io nei momenti di intimità, "Le cazzate che giornalisti, senza un minimo di conoscenza tecnica, vi propinano e a cui voi credete".
Ok, veniamo all'esempio.
La Legge n. 251 del 5 dicembre 2005  dal titolo "Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975 n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione.", denominata Legge Ex-Cirielli.
E voi direte: "e che cosa significa?"
Questa legge ha introdotto delle modifiche al codice penale (riguardo i termini di prescrizione, la recidiva e altri istituti) e alla legge 354/1975, la legge sull'ordinamento penitenziario cioè quelle norme che regolano l'esecuzione della pena (in particolare ha influito sulle misure alternative alle detenzione).
Non voglio certo mettere in piedi un commentario per ognuna delle previsioni contenute nella Legge Ex-Cirielli (il deputato Cirielli, propenente, ha disconosciuto la paternità di questa normativa a seguito di alcune modifiche che sono state apportate in via di approvazione; questo è il motivo per cui la legge ha assunto questo nome bizzarro).
Questa legge da una parte ha allargato le maglie per un trattamento favorevole rispetto alcuni condannati (ne ha potuto giovare, poco dopo la sua approvazione, il buon Cesare Previti) e dall'altra ha reso impossibile la concessione di misure alternative alla detenzione. Nonostante le credenze comuni, queste misure offrono uno strumento per la rieducazione e reinserimento nella società dei condannati ad una pena detentiva breve o che si trovano in determinate condizioni (afflitti da AIDS, donne in gravidanza, ..); questi istituti offrono anche un buon mezzo per ridurre la popolazione carceraria (il numero altissimo di detenuti non è da imputare tanto ad una crescita del numero di reati quanto all'entrata in vigore di leggi che portano ad una situazione paradossale -una per tutti la Bossi-Fini- e che non si risolve certamente costruendo nuovi istituti).
Il problema fondamentale è la stratificazione di norme; le varie leggi che vengono approvate sono del tutto autonome e non tengono conto delle altre già in vigore: in questo modo si crea un sistema totalmente incoerente e scoordinato nel quale, ad esempio, una persona condannata che possiede i requisisti per poter chiedere l'ammissione di una misura alternativa,e quindi scontare la pena senza entrare in carcere (con tutte le conseguenze che questo comporterebbe) vedrà invece aprirsi in ogni caso le porte dell'istituto per poi uscire non appena gli verrà concessa la misura. Tutto questo non è coerente e soprattutto, argomento che a voi sicuramente interessa, costa non poco.
La Legge Ex-Cirielli ha creato proprio una situazione del genere: evita che alcuni individui affrontino la detenzione (tra l'altro cosa già prevista) ma colpisce duramente alcune categorie di persone, come i recidivi. Il risultato, ampiamente discusso in sede di approvazione -e quindi evidente-, è quello di un considerevole aumento del numero di detenuti.
Incredibile vero? Un'innoqua legge, uno strumento che dovrebbe risolvere dei problemi li raddoppia. Quindi è vero. C'è un problema nella giustizia italiana, su questo concordiamo. Ma come fate a sostenere che la colpa sia dei giudici? (E' una domanda retorica. Lo fate perchè vi hanno inculcato che è così.).
Sapete chi scrive ed approva le leggi nel nostro bel paese? Leggi che poi i giudici devono applicare (ed interpretare)? I politici, le persone che votiamo votate, e che sono più o meno le stesse da circa 60 anni. Non voglio fare nomi prima di tutto perchè sarebbero davvero tanti, secondopoi perchè verrei probabilmente etichettata come qualcosa che non sono.
Ma, ragazzi, facciamo approvare le leggi (tutte le leggi!) da persone che oggi appartengono ad uno schieramento e domani all'esatto opposto, che non hanno la minima idea di chi sia Nelson Mandela, che propongono l'esame di italiano per gli stranieri che tanto odiano e poi non sanno coniugare il verbo avere. (Fatevi due risate guardando i video qui sotto).
Lo so. Ho scritto tantissimo e probabilmente alcune persone si sono arrese alle prime due frasi. D'altra parte ho pensato fosse inutile cercare di spiegarvi che le vostre impressioni sono causate dall'ignoranza di chi vi offre l'informazione senza portare un esempio concreto.
Senza contare che, invece, questo post avrà fatto inorridire gli addetti ai lavori perchè, per cercare di semplificare tutto il discorso, avrò omesso qualcosa di importante, scusatemi.

Giada Iovino

Link interessanti:
Post (In)Giustizia (sulla giustizia, ancora)
Post Vita dentro (sulla vita in carcere)

Ignoranti loro, ignoranti noi.


[I video in questione tempo fa erano numerosi e reperibili su YouTube. Oggi ho avuto serie difficoltà nel trovarli: sono stati eliminati.]

martedì 9 novembre 2010

Vieni via con me....ma dove?


Le contraddizioni del nostro paese. Una delle tante.
Ieri sera è andato in onda un programma televisivo condotto e ideato da Fabio Fazio e dal celebre Roberto Saviano. Leggo qua e là che le puntate si propongono come obiettivo quello di discutere su quanto nel nostro paese funziona e ciò che assolutamente è da cambiare. Un grande messaggio di speranza insomma.
Vieni via con me è stato prodotto da Endemol, società che produce format televisivi e controllata da Mediaset. (fonti: Wikipedia)
E allora mi domando: dove ci volete portare?

Giada Iovino

giovedì 4 novembre 2010

Niente panico!

Questo pomeriggio, in provincia di Milano, è esplosa parte di un'azienda chimica che si occupa di rifiuti tossici. Grande apprensione per i feriti e per gli eventuali danni ambientali. In serata ecco che le notizie riguardanti le preoccupazioni circa la situazione dell'aria sono molto positive (un po' meno quelle sulle condizioni dei lavoratori coinvolti): i giornalisti confermano contenti che non ci sono pericoli ambientali, possiamo stare tranquilli e respirare a pieni polmoni. Altro che aria fresca di montagna! Domani tutti a fare una bella scampagnata della salute a Paderno!
Pochi giorni fa nella provincia della mia ridente cittadina è stata chiusa la distribuzione dell'acqua potabile per la presenza di idrocarburi. Le analisi hanno rilevato benzene e touene. Il divieto di utilizzo è stato revocato, tutto sommato, velocemente. Attraverso il giornale on line della mia città è stato riportato il parere di un medico che tranquillizzava gli appartententi alle zone interessate dichiarando che la concentrazione di queste sostanze era molto bassa e quindi non pericolosa, nemmeno nel caso in cui qualcuno avesse bevuto o utilizzato l'acqua prima di venire a conoscenza del divieto; il divieto era più di natura precauzionale.
Io non metto assolutamente in dubbio il parere di esperti. O meglio, non posso contraddirli perchè non ho le conoscenze adeguate per poterlo fare. Ma il sospetto mi rimane e mi domando, da ignorante spettatrice, quali siano i parametri in base ai quali l'aria può non considerarsi pericolosa dopo l'esplosione di sostanze chimiche e rifiuti tossici, e l'acqua pulita dopo la contaminazione da idrocarburi. Forse tutto questo non è pericoloso tanto quanto i derivati del petrolio usati nella composizione di prodotti per la pulizia del corpo, o i pesticidi usati nell'agricoltura. Niente panico!

Vorrei anche dire un altro paio di cose che mi sono venute in mente mentre leggevo qua e là le notizie circa il disastro di Paderno Dugnano.
Intanto mi sono fatta qualche risata guardando i video amatoriali girati tramite cellulari da persone che palesemente erano alla guida. Effettivamente non c'è molto da stupirsi visto e considerato che su 10 auto che si incontrano 9 sono condotte da persone che stanno affrontando discorsi esistenziali al cellulare (ma non investono mai nessuno 'sti disgraziati? Che so....il figlio unico di una coppia che non può più avere figli..).
Seconda questione. Guardando le foto dell'accaduto ho notato una cosa curiosa. Negli scatti legati ai soccorsi, quindi appena dopo l'accaduto, si vede che vigili, carabinieri e medici accorsi, erano completamente privi di protezioni per le vie respiratorie. Al momento, però, ancora non potevano sapere se le esalazioni fossero o meno tossiche. E allora mi domando: e la sicurezza sul lavoro tanto predicata? Sicuramente in un cantiere c'è molta più probabilità di farsi male..ma io non sottovaluterei le polveri e l'aria provenienti da un'esplosione, specialmente l'esplosione di un'impresa che si occupa di componenti chimici..

Giada Iovino

Chi ha scarsa memoria..



Rino Gaetano, 1975.

Nella metà degli anni '70 c'era chi aveva scarsa memoria...Oggi non ci ricordiamo già più quello che accade il giorno prima.

Il testo completo potete trovarlo nella descrizione del video.

mercoledì 3 novembre 2010

Consumo critico #5: Bayer e Novartis (aggiornata al 2009)


BAYER
INDIRIZZO PRINCIPALE: Bayer AG, Bayerwerk, D-51368 Leverkusen, Repubblica federale di Germania.
www.bayer.com
IN ITALIA: Bayer S.p.A., Viale Certosa 130, 20156 Milano.
www.bayer.it
Multinazionale chimica e farmaceutica di origine tedesca presente in più di 60 paesi, fattura oltre 25 miliardi di euro e impiega circa 120.000 persone (dati riferiti al 1999). Fondata nel 1863, è oggi una delle maggiori aziende chimiche del mondo, con un azionario diffuso a 300.000 soci. La Bayer è attualmente organizzata in quattro divisioni principali che producono farmaci e strumentazioni diagnostiche, gomme sistetiche e fibre tessili artificiali, prodotti chimici, pesticidi e prodotti veterinari. E' attiva anche nelle biotecnologie applicate nell'agricoltura.
La Bayer attraverso l'appartenenza ad una serie di associazioni (ERT, WBCSD, CEFIC, EUROPABIO)*, esercita pressioni sugli organi politici e sull'opinione pubblica disponendo di un grande potere decisionale presso le istituzioni internazionali economiche e finanziarie. Tra gli elementi che inducono a esprimere una critica severa nei confronti della multinazionale tedesca, segnaliamo alcuni episodi:
- marzo 2000: ha patteggiato con il Ministero del Commercio USA una multa di 200.000 dolari per aver esportato illegalmente glucosio; l'illecito è avvenuto 57 volte dall'ottobre 1994 al gennaio 1997. Il governo USA controlla l'esportazione di glucosio, perchè può essere usato per la costruzione di armi chimiche e batteriologiche (fonte CCR -Corporate Crime Reporter- 13.03.2000);
- nel 1999 in Brasile è stata avviata un'indagine verso la Bayer a seguito della morte di alcuni contadini che nelle loro piantagioni di caffè avevano utilizzato il Baysiston, un pesticida proibito in Germania da oltre vent'anni (Bayer Watch Report, 01.03.2000; Europe Inc., 2000, pag. 202);
- Bayer è citata da Greenpeace International come impresa produttrice di pesticidi che hanno una capacità di inquinamento persistente (Greenpeace Toxic Site 2000);
- Bayer Italia è stata condannata dall'Autorità Antitrust per pubblicità ingannevole in relazione al farmaco One-a-Day (boll.Aut.Gar. N°13, 04/98);
- L'8 agosto del 2001 la Bayer ha annunciato il ritiro dal mercato del farmaco anticolesterolo Baicol-Lipobay (a base di cerivastatina e assunta nel mondo da oltre sei milioni di persone ogni anno). Il Lipobay avrebbe causato gravi effetti collaterali in oltre mille pazienti, soprattutto danni muscolari fino alla paralisi, e avrebbe provocato la morte in 52 casi accertati. Il 6 agosto 2001 il ministro della sanità tedesco Theo Schroder ha accusato la Bayer di non aver diffuso i dati di un rapporto allarmante sugli effetti del farmaco in possesso dal gruppo già da metà giugno (Internazionale 401 pag. 13, 31.08.2001).

*ERT -European Roud Table of Industrialist- : ha sede a Bruxelles. Nato nel 1983, è un potente ed esclusivo gruppo di pressione composto dai massimi dirigenti di 40 tra le maggiori multinazionali europee (tra cui BP, Fiat, Siemens, Unilever, Nestlè, Philips, Hoechst, Total). Lo scopo principale del gruppo è di esercitare pressione sulla Comunità Europea affinchè adotti decisioni favorevoli ai suoi membri nei settori dei trasporti, dell'educazione, del lavoro, dell'ambiente e dei rapporti con il terzo mondo. WBCSD -World Business Council for Sustainable Development- : E' un'associazione creata dalle multinazionali per promuovere una falsa idea di sviluppo sostenibile, affinchè nell'opinione pubblica si radichi l'idea che l'ambiente si difende facendo crescere la produzione. CEFIC -Council of European Chemical Industries Companies- : E' un'associazione che raggruppa le imprese chimiche europee con lo scopo di impedire scelte politiche che possono danneggiare gli interessi dell'industria chimica. EUROPABIO -European Association for Bioindustries- ?????.



NOVARTIS
INDIRIZZO PRINCIPALE: Novartis AG Lichtstrasse 35, 4002 Basel, Svizzera.
www.novartis.com
IN ITALIA varie filiali:Novartis Farma S.p.A., Largo Umberto Boccioni 1, 21040 Origgio (VA).
www.novartis.it
Novartis Internarional AG è un'azienda multinazionale che opera nel settore farmaceutico. Novartis è stata creata nel 1996 dalla fusione di Ciba-Geigy e Sandoz Laboratories, entrambe compagnie svizzere. Novartis occupa 100.000 dipendenti ed è presente in circa 191 paesi. Ha un fatturato di 39,8 miliardi di dollari nel 2007 che la fa diventare la seconda multinazionale farmaceutica al mondo con un utile netto di 11,968 miliardi (Fonte: wikipedia.org).
I Medici Senza Frontiere continuano le pressioni insieme alla rete indiana People's Health Network, sugli azionisti di Novartis, affinchè l'azienda possa lasciare cadere l'azione legale contro il Governo indiano sulla questione dei farmaci generici: MSF aveva indetto una campagna internazionale per tutelare il diritto dell'India a produrre farmaci generici a basso costo per i Paesi in via di sviluppo, raccogliendo 350.000 adesioni in tutto il mondo (in Italia 60.000), invitando anche gli azionisti di Novartis, riuniti in assemblea, ad unirsi. L'India mediante le flessibilità contenute nella propria legge sui brevetti farmaceutici, è diventata principale fornitore di farmaci generici di qualità a basso costo per i paesi più poveri. MSF curano oggi 80.000 malati di AIDS in tutto il mondo e l'80% di questi è trattato con farmaci made in India; altri popoli poveri usano i farmaci indiani, infatti molti Governi africani e altre istituzioni internazionali inpegnate nella lotta alle pandemie dipendono sempre di più dai farmaci prodotti in India. Nonostante le molte pressioni ricevute fin qui, Novartis non accenna a voler recedere dalla sua azione legale che mette a repentaglio la disponibilità di farmaci essenziali per tutto il Sud del mondo.
Novartis metterà nuovamente in commercio il Ritalin, farmaco antidepressivo da somministrare ai bambini per curare la "sindrome da deficit di attenzione e iperattività"; in Inghilterra tale farmaco è considerato tra i 20 più pericolosi in assoluto (Fonte: Altreconomia n. 80, febbraio 2007).
Nel 2006 la filiale italiana della Novartis è stata accusata dalla procura di Bari, insieme con le filiali italiane di Glaxo, Biofutura, Bracco, AstraZeneca, Lusofarmaco, Recordati e Bristol, di complicità alla truffa architettata tra il 2002 e il 2004 per aumentare le vendite che ha danneggiato il Servizio Sanitario Nazionale italiano per oltre 20 milioni di euro, con la connivenza di informatori scientifici, medici di base e farmacisti; nel 2008 la Novartis, con altre 6 multinazionali, aveva accettato di versare la somma di 5 milioni di euro come risarcimento del danno alla truffa, ma successivamente, il 12 novembre 2008, mediante la ratifica del patteggiamento, solamente 4 società, tra le quali Novartis, AstraZeneca, Lusofarmaco e Bristol hanno ufficializzato il isarcimento (Fonte: Repubblica.it 29/1/2006 e 13/11/2008).
Nonostante abbia politiche di miglioramento della propria immagine, Novartis non brilla per correttezza, come si può evincere dalle seguenti note (Fonte: edizione 2003):
- ha esercitato un'intensa pressione sull'Unione Europea per ottenere l'autorizzazione alla commercializzazione di sementi manipolate geneticamente (Il Sole 24 Ore, 19.12.1996);
- è uno dei maggiori gruppi mondiali dediti alla manipolazione genetica. Produce il mais-bt, che è geneticamente modificato per resistere all'erbicida Glufosinate (Ethical Consumer 63/00 pag.32);
- usa abitualmente OGM in Nord America negli alimenti della Gerber;
- trasgredisce sotto molti aspetti, attraverso la Gerber, il codice dell'OMS (Organizzazione Mondiale Sanità ndr.) sul latte in polvere (segnalazione IBFAN);
- è il secondo produttore al mondo di pesticidi e il primo di atrazina, un erbicida che si è mostrato cancerogeno negli esperimenti di laboratorio e che è correlato al tumore della mammella, a linfomi e leucemie; l'atrazina filtra nel terreno e contamina le falde acquifere mettendo a rischio la salute di milioni di persone;
- è citata da Greenpeace International come produttore di pesticidi che hanno una capacità di inquinamento persistente (Greenpeace Toxic Site, 2000)

Tratto da:
- Miniguida al consumo critico e al boicottaggio. Realizzata da Movimento Gocce di giustizia. Ed. Monti, 2009.
- Miniguida al consumo critico e al boicottaggio. Realizzata da Movimento Gocce di giustizia. Ed. La Tortuga, 2003.

Post introduttivo al consumo critico qui.
Elenco prodotti Bayer, Novartis e delle altre multinazionali qui.
Altre informazioni sulle multinazionali su Transnationale.

martedì 2 novembre 2010

Quando è ora di farlo fuori.


Qualcuno ha notato il moltiplicarsi delle notizie di scandali che riguardano il nostro premier? Si comincia alla lontana, qualche cazzata che ha combinato un suo collaboratore, un suo giornale e si arriva dritti dritti alla marachella in cui è coinvolto personalmente. Scandali sessuali, affermazioni offensive...ma ben più importanti prese di posizione da parte di chi lo ha sempre appoggiato apertamente o di coloro che non hanno mai mostrato alcuna contrarietà al suo operato.
Non vi incuriosisce questo? Ammesso che l'abbiate notato.
Nel frattempo un suo alleato si è appena ricordato quanto facesse schifo, ha deciso di fondare un partito tutto suo e di fare un discorso strappalacrime su quanto sia importante l'onestà e la legalità. Dall'altra parte, da quella che simpaticamente (ed eufemisticamente) viene definita come "opposizione", un brillante ecologista di sinistra si fa largo tra altrettanti sinistroidi (ma attempati).
Bene. A me sembra che tutte queste notizie contro il nonnino di Arcore abbiano come unico scopo quello di fargli perdere la credibilità di fronte agli attentissimi cittadini italiani. Ormai l'era di Berlusconi è finita (almeno per ora). E' tempo che tutti gli voltino le spalle (o forse di spalle erano già??) sottolineando quanto scorretto sia. Il tutto per arrivare alle elezioni, agli scontri in diretta tv tra quelli che verranno presentati come i nuovi volti dell'Italia, nuove personalità che porteranno benefici agli annosi problemi che affliggono il nostro paese. Quale sarà effettivamente al governo non avrà importanza perchè il giochino ricomincerà e tutti si ricorderanno di quel vecchietto, basso e col nasone, tanto simpatico e amante dei giovani.
Non dimentichiamoci che durante tutto questo teatrino in Parlamento verranno approvate leggi e decretini di cui noi non verremo a conoscenza se non a lavori finiti.

Giada Iovino

Intanto che....


Ma intanto che pensate a minorenni zoccole in cerca di celebrità, telefonate stranissime (?!), gay offesi e ultrasettantenni che si divertono grazie a festini....
...qualcuno si domanda cosa stanno combinando questi altri??



Giada Iovino

martedì 26 ottobre 2010

La strada verso la coerenza #1


Se posso raccontare e condividere con voi le mie esperienze in fatto di vivere etico (qui), non vedo perchè non scrivere e descrivere la mia strada verso la coerenza. Incoerentemente. I miei errori di persona qualunque.
Fino a poco tempo fa tutte le questioni che adesso condivido tramite questo blog non riuscivo a concepirle così nitidamente. Sentivo che intorno a me, nello stile di vita che seguivo, c'era una nota stonata ma non riuscivo a coglierla. Poi pian piano parlando con persone con molta più esperienza di me, leggendo libri, guardando film e documentari ho cominciato a percepire questa stonatura.
Non pretendo di aver capito quale sia la verità ma la mia intenzione è quella di perseguirla attraverso le azioni corrette nella vita di tutti i giorni, nelle scelte circa lo stile di vita da seguire, nel rifiuto di certe dottrine imposte (non solo politiche o religiose). Non mi considero un illuminata, non penso di essere migliore di altri; anzi sono consapevole di essere ancora una bambina che si trova di fronte a qualcosa di veramente grande, complicato e forse impossibile da conoscere.
Qualcuno mi ha dato della "capitalista" perchè, per dirla in modo comune, "predico bene e razzolo male", predico il boicottaggio ma ho una vita agiata, critico gli opportunisti e poi non sono coerente nella mia vita. Posseggo i surplus tipici della mia società: un pc, una moto tutta per me, sono studentessa universitaria fuoricorso da mille anni e non mi faccio mancare nulla. Che ho tutto il desiderabile, e ben oltre, non lo mettevo in dubbio nemmeno quando a 9 anni chiedevo una bambola nuova. Ma arrivare ad un certo punto della propria vita e prendere la decisione di vivere in una determinata maniera, non me ne vogliate -è una parola che leggete molto qui-, di vivere eticamente (dove eticamente non significa vivere in una grotta con indosso solo un saio, ma significa essere consapevoli di ciò che si acquista, pretendere che le imprese offrano prodotti non dannosi e producano nel rispetto dell'ambiente, dei lavoratori, dei consumatori,.. ed essere consapevoli delle scelte che si compiono per la propria vita) per quanto mi riguarda è motivo di grande soddisfazione personale. Quello che ho capito (che non è nemmeno tutto) l'ho appreso cercando informazioni che poi ho messo "a giudizio" con la mia coscienza e mi sono resa conto che vivere come, mi permetto un azzardo, ci viene imposto (e qui si và ben oltre la romantica idea adolescenziale del "combattere il sistema" perchè lo stile di vita ci viene imposto nelle più piccole sciocchezze, come ad esempio nella pubblicità) non fa proprio per me, non l'ho trovato corretto. E' naturale poi che non si può pretendere di cambiare da un giorno all'altro, il cambiamento è progressivo e và di pari passo con ciò che si apprende e con l'esperienza.
Chi mi ha dato della capitalista mi ha fatto riflettere proprio su questo. Non vorrei mai che leggendo ciò che scrivo su questo blog si intravveda una persona che sia capace solo di predicare buoni propositi senza, però, agire di conseguenza. Io sto imparando, ora e nel futuro, e non pretendo di dare lezioni a nessuno; tuttalpiù condividere la mia esperienza e le informazioni che possono essere utili anche agli altri (come ad esempio quelle sulle multinazionali).
Il fatto è, com'è giusto e naturale che sia, che per coloro che si imbattono in persone che sono alla ricerca di un cambiamento così radicale, che sconvolge totalmente le regole implicite che la società di oggi si è autoimposta, è molto facile pretendere una trasformazione totale e definitiva da queste stesse. Forse perchè questo gli darebbe modo di provarci. Invece la difficoltà e l'impossibilità di vedere subito dei cambiamenti li spaventa e li porta al rifiuto.
Vi risparmio altre analisi da psicanalista della mutua, quale sono, e spero che dopo tutto questo popò di discroso abbiate capito le mie intenzioni, buone e disinteressate.

Giada Iovino