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venerdì 11 novembre 2011

11.11.11

Bene.
E' passato anche l'11.11.11. 
Non sono una maya eppure avevo azzaccato cosa sarebbe successo oggi.
Oggi è successo che le persone si sono messe i piedi in testa a vicenda, i maleducati hanno svolto la propria normale attività maleducata, i disonesti hanno passato la propria giornata a fregare gli altri, gli ignoranti hanno vissuto questo giorno sentendosi migliori degli altri.
Il problema è che questo capita tutti i giorni, fosse stato così solo oggi allora sì che sarebbe stato un giorno memorabile.
Troppo cinica? No, solo realista.



martedì 12 aprile 2011

L'inciviltà nel mio paese parte dalle piccole cose.

In una nota libreria di una piccola città entra un ministro (il che è già un fatto inquietante).
Una signora si avvicina alla cassa per pagare. La commessa batte il conto e la donna stupita e stizzita chiede: "Ma non mi ha fatto lo sconto?". La ragazza: "Lei ha la tesserina?" (in questo negozio lo sconto applicato ai possessori della tessera può variare tra il 10 e il 15%).
La signora sparisce, poi torna mentre tiene il ministro, suo marito, per la giacca e tuona: "QUESTO E' IL MIO SCONTO!!"
Per loro una riduzione del 20%.

Tratto da una storia vera.

giovedì 31 marzo 2011

Laureata, e adesso...si comincia!

 [La corona di alloro era, per gli antichi romani, un ornamento di forma circolare fatto con ramoscelli di lauro (detto anche alloro) che veniva posto sul capo dei poeti e dei generali vittoriosi, e che veniva usato nelle cerimonie religiose.
In latino la corona di alloro era detta laurus o laurĕa, che indicava anche la pianta di lauro e, per estensione, la vittoria. Dalla parola laurĕa deriva il significato moderno di "laurea" (titolo di studio) e il "laureato" (in latino laurĕātus) è appunto colui che porta la corona di alloro, come i dotti e i poeti. Fonte Wikipedia]

Finalmente laureata! Dopo anni di fatica è arrivato anche il mio momento!
Ma al contrario della maggioranza dei neo-laureati la mia intenzione non è quella di scrivere sull'ingiustizia di questo sistema, sul fatto che i neo-laureati si divertono a nominarsi neo-disoccupati e sull'assenza di posti di lavoro. Se posso evitare di piangermi addosso lo faccio volentieri, soprattutto quando sono consapevole che posso contribuire io stessa a creare una situazione non ottimale. 
Così come sono consapevole che in questi anni è vero che le opportunità lavorative spesso si nascondono dietro sfruttamenti, paghe misere e quant'altro ma è altrettanto corretto dire che i giovani non hanno voglia di fare qualche sacrificio. Attenzione io faccio parte di quella piccola schiera di persone che non sopporta i favoritismi e che ama l'onestà; sono figlia di operai senza conoscenze di alcun tipo e che ha più o meno in mente cosa sia un sacrificio (più che altro perchè ho visto quanti ne hanno fatti i miei genitori senza farmi mancare mai niente!).
La mia voce sarà sempre quella fuori dal coro (non è una cosa fatta di proposito)...però devo dirlo! I giovani laureati pretendono di trovare il lavoro ben retribuito che calzi a pennello con ciò che hanno studiato, tralasciando il fatto che in qualsiasi ambito bisogna farsi la soprannominata "gavetta"; quando non riusciranno a trovare un impiego, poi, daranno la colpa al sistema, al fatto che ci sono i raccomandati. 
E allora?
Sì, i raccomandati ci sono ma ricordiamoci che questo sistema abbiamo contribuito noi tutti a crearlo.
Sì, l'esperienza bisogna farsela perchè non ho mai sentito nessuno che è nato "imparato", come direbbe mia nonna.
Sì, il nostro paese è messo piuttosto male ma vale lo stesso discorso dei raccomandati.
E quindi? Questo è un motivo valido per passare la giornata da "neo-disoccupato" a lamentarsi? E' un buon motivo per non accettare un lavoro provvisorio anche se magari  non c'entra nulla con ciò che si ha tanto duramente studiato? Per come la vedo io no. Dal momento in cui sono stata proclamata dottoressa (ok in verità qualche ora dopo..il tempo di capacitarmi) una cosa soltanto è ronzata nella mia testa, e mi è stata  anche detta: ora si comincia a fare sul serio. Basta giocare. Ma non mi sono sentita avvilita. Sono eccitata. Mi sento combattiva e so bene che, cascasse il mondo, farò il lavoro che desidero. E lo so che dovrò combattere, soffrire, fare la gavetta, subire di tutto. Però so anche che in questo modo raggiungerò il mio traguardo, così come lo hanno raggiunto tutti quelli che hanno avuto la forza e la voglia di lottare.
Questa è da considerarsi una dichiarazione di guerra.

Mi sembra doverso dopo aver terminato un percorso così importante, concludere riportando i ringraziamenti della mia tesi di laurea, per esprimere ancora una volta riconoscenza a tutte le persone che se lo meritano:
Vorrei innanzitutto ringraziare coloro che hanno reso materialmente possibile l'esi­stenza di questa tesi. Il Prof. Giuseppe Battarino che, così come durante le lezioni di Diritto penitenziario, non ha svolto semplicemente il proprio lavoro ma mi ha tra­smesso tanta curiosità e passione per questi argomenti. Ringrazio di cuore la Dott.ssa Roberta Cossia, Magistrato del Tribunale di sorveglianza di Milano e il Dott. Paolo Canevelli, Magistrato del Tribu­nale di sorveglianza di Roma, che mi hanno fornito i provvedimenti necessari per la stesura questo elaborato.

Non smetterò mai di ringraziare i miei genitori, che mi hanno permesso di portare avanti il percorso di studi, soprattutto quando il mio status si è trasformato in “stu­dente fuoricorso”, senza mai farmi mancare niente. Ringrazio mio fratello, anche nei momenti in cui siamo stati lontani mi ha sempre dimostrato un grande affetto.
Un grazie enorme va a Michele, questo traguardo l'ho raggiunto con le mie gambe ma senza di lui non avrei avuto muscoli abbastanza forti.
Grazie a tutte le persone che sono state al mio fianco durante il percorso di studi, quelle che sono rimaste e quelle che sono sparite.

E infine un sentito ringraziamento va a tutte le persone che non hanno creduto che potessi laurearmi, a tutti quelli che hanno ritenuto (e riterranno) che la qualifica di “studente fuoricorso” fosse necessariamente sinonimo di incompetenza, ignoranza o poca voglia di imparare. Senza queste persone non saprei apprezzare il duro la­voro che ho fatto sulla tesi e soprattutto su me stessa.
Grazie a queste persone ho capito che:
«In condizione di estremo sforzo, e quindi di estrema concentrazione, l'individuo ha due sole possibilità: crollare, sottraendosi di fatto all'esperienza che sta vivendo, o scoprire dentro di sé un'energia e una consapevolezza di livello superiore»
(Yamao­ka Tesshu)

giovedì 24 febbraio 2011

Un momento di pace..

[Foto trovata sul web...se il soggetto dovesse capitare qui e si sentisse offeso...affari suoi! No scherzo, provvederò alla rimozione perchè so di essere obbligata giuridicamente, argh!]
 LINGUAGGIO ESPLICITO
Ormai è impossibile anche prendere un momento per sè.
Dopo mesi di clausura da studio riesco finalmente a sedermi al sole, su una bella panchina, a leggere un bel libro in un parchetto che guarda il Lario. Sottofondo di uccellini che canticchiano, nonne a passeggio con i nipotini, pensionati che guardano i lavori in corso del lungolago...e qualche panchina più in là, giovani fesciòn, che sicuramente hanno bigiato da scuola. Bevono birra, sbraitano come ovini e vogliono far sapere a tutta la città che hanno voglia di scopare. Ora capisco perchè non sono andati a scuola, mica si parla di figa lì! Ehi ehi ehi...non prendetemi per bigotta! Ero una marciona e non mi scandalizzo tanto per una birra, per il fatto che abbiano saltato la scuola o perchè dicono parolacce in modo a dir poco ridicolo!
Sarà che l'essere umano difficilmente riesce a farsi gli affari propri, sarà che la mia concentrazione vacilla dopo mesi e mesi di libri di diritto, o forse sono loro che hanno un tono veramente fastidioso. Forse è tutto questo insieme. Fatto sta che non riesco a non guardarli, di tanto in tanto, perplessa. L'apoteosi viene raggiunta quando questi esseri lanciano le bottiglie vuote tra gli alberi. Ecco! Inizialmente mi sale una rabbia accecante e vorrei tanto andare a dirgliene due a quei mandrilli col pannolone..ma poi mi rammento delle raccomandazioni di mamma e fidanzato che sono convinti che se mi ostino ad esternare ciò che penso qualche giorno qualcuno mi prende a botte. Rinuncio. Allora mi assale una tristezza infinita...oltre ai soliti pensieri che affiorano di fronte a cotanta stupidità: "eh ma io da giovine non ero mica così!"...soltanto che questa volta è vero! Non penso di aver raggiunto mai un livello così basso di, ma neanche intelligenza, chiamiamola lucidità mentale! Sì ok, non ho nemmeno mai bigiato la scuola, forse sono io l'anormale....Ma sicuramente non ho mai gettato alcun tipo di rifiuto in un posto diverso dal cestino della spazzatura...meglio se differenziata! (ma so che chiedo troppo!
Ecco allora la tristezza...perchè di fronte a certe immagini non faccio altro che rendermi conto con chi devo dividere il mondo..sia chiaro non mi interessa granchè del resto ma se dei ragazzetti di 15 anni, che sì hanno la voglia adolescenziale di andare contro le regole, non hanno rispetto dell'ambiente mi cadono veramente le braccia..non ditemi che da adulti cambieranno perchè è da queste piccole cose che si capisce lo stile di vita che prenderà una persona. Io ad esempio, che sono una terrorista ambientalista, che mi incazzo per ogni mozzicone che incotrano i miei piedi per strada, posso raccontarvi la storiella di me che a pochi anni di età, massimo 2 dalle testimonianze di mamma, me ne stavo sul seggiolone del carrello della spesa e tra le manine serrate tenevo le cartacce di caramelle o quant'altro, che poi consegnavo in vista di una spazzatura. E qui non  è questione di essere una bambina prodigio (perchè non lo sono!!) e mi rendo conto che pretendo davvero tanto, troppo. In fondo non so nemmeno perchè l'ho raccontato.

martedì 8 febbraio 2011

Ciao! Qual è l'ultimo libro che hai letto?

Sarà capitato anche a voi di essere fermati per strada, mentre passeggiate in città, da giovani ragazze e ragazzi che esordiscono con quell'innocua frase (ma che personalmente - e mi rendo conto di essere un caso patologico - già ritengo irritante). 
Ebbene...adesso quei ragazzi girano di casa in casa, di citofono in citofono come i Testimoni di Genoa. Suonano alla vostra porta dicendo che stanno conducendo un sondaggio sui libri..se gli dai corda pensando siano in buona fede, cominciano a chiedere quanti libri leggete e se vi interessa un allettante sconto  che arriva fino al 50%. Questi individui oggi hanno convinto mia mamma che, sapendo che leggo molto, si è lasciata tentare proprio dalla parola "sconto". 
I ragazzi lavorano per conto di Mondolibri, nome molto noto proprio per i modi di acchiappo clienti e per le numerosissime lamentele presenti sul web: cattive opinioni, esperienze e racconti sulle dantesche avventure per disdire dal contratto.
Bene, arriviamo al dunque. I ragazzi, dopo che hanno tentato di intortarmi con la favola della semplicità, facilità e soprattutto sulla convenienza di avere una tessera EuroClub, si sono sentiti rispondere dalla sottoscritta che non mi piace l'idea di essere "schedata" dalle imprese (soprattutto quelle di dubbia provenienza!); loro, di rimando, mi hanno rassicurata sul fatto che i miei dati sono al sicuro (hanno scoperto l'acqua calda...oggi anche i bambini sanno che esiste la clausola del trattamento dei dati personali). Hanno tentato ancora qualche mossa puntando sul "ma tanto hai detto che i libri li compri, ne devi comprare 10 e poi sei libera...hai anche lo sconto del 50%!". Ho assunto un'espressione pensosa e ho risposto "No grazie, non voglio la (vostra fottuta) tessera". Delusi se ne sono andati. A parer mio se proprio vogliono fare affari per lo meno devono mandare persone educate (eh sì..appena provi a fargli capire che sai bene che è una fregatura alzano la voce!) e preparate, che sappiano esprimersi chiarendo quali sono i punti dei contratto.
Vorrei quindi sottolineare delle cose, suggerite dal mio modestissimo modo di pensare:
1) una volta firmato il contratto e fatta la tessera, l'azienda conosce il nome e cognome del contraente e lo collega facilmente a tutti i suoi acquisti: saprà quindi gli autori e gli argomenti che gli interessano e potrà, di conseguenza, associarlo a una determinata categoria di persone;
2) datemi della complottista ma viene facile pensare che i dati in possesso di queste aziende non saranno utilizzati ai semplici fini di pubblicità e marketing. Guarda caso i giovani che hanno suonato alla mia porta hanno chiesto a mia mamma se guardasse rai o mediaset (una domanda innocente per le persone "normali" ma per una come me che NON guarda la tv.....non è una domanda proprio limpida);
3) i link che trovate rimandano a opinioni e racconti di persone che si dicono "truffate" da Mondolibri, li ho trovati cercando informazioni una volta che i due promoter hanno lasciato casa mia (avevo un vago ricordo di qualcuno che me ne aveva parlato male...e infatti...);
4) lascio infine qualche piccolo consiglio: 
- L'invito, esteso alla generalità dei casi, è di non firmare MAI un contratto senza prima averlo letto tutto. Tenete conto che questi "adescatori" cercano spesso i momenti in cui una persona è di fretta, o presa alla sprovvista, e che quindi firma affidandosi alla buona fede. Senza contare che queste persone puntano tantissimo sull'ignoranza della gente....Leggere sempre! 
- Se non si è sicuri prendere tempo..e se vi mettono pressione è evidente che hanno tutto l'interesse a non darvi il modo di informarvi....quindi prendetelo come sintomo di malafede e salutate!
- Non fatevi ingannare da chi vi promette sconti e grandi affari senza, apparentemente, nulla in cambio: la finalità di un'impresa è quella di fare profitti! Nessuno regala niente per niente!

Giada Iovino

martedì 1 febbraio 2011

Visita al museo della scienza e della tecnica

Durante le vacanze di natale sono finalmente riuscita ad andare al Museo della scienza e della tecnica di Milano. A suo tempo non sono stata tra quegli alunni fortunati accompagnati dalle maestre quindi ho pensato fosse giusto rimediare. Già una nota dolente..non essendo più bambina non ho potuto divertirmi nei laboratori che sono, senza dubbio, l'attrazione più interessante del museo.
Il costo dell'ingresso è di 10€ per coloro che hanno superato i 25 anni, altro svantaggio dell'essere adulto..sta di fatto che 10 euri non corrisponde proprio ad una cifra irrilevante..certo per la cultura, per un museo li spendo anche, però....
Il museo è enorme e in un pomeriggio non sono riuscita a girarlo bene tutto; nonostante questo penso che valga la pena riportare le mie impressioni soprattutto perchè alcune cose riguardano proprio gli argomenti trattati su questo blog.
La visita è cominciata bene, la sezione dedicata alle macchine di Leonardo è splendida..peccato solo che le riproduzioni non sono funzionanti (e non è una vera e propria lamentela considerando il fatto che io avrei voluto il Maestro in carne ed ossa al mio fianco mentre mi illustrava le sue creazioni!)..Entrata in una delle sale dedicata alle comunicazioni mi sono ritrovata davanti una piccola area delimitata in cui era collocato un secchio..che si trovava lì per raccogliere dell'acqua causata da un'infiltrazione...Bene! Vedo che i miei 10€ per l'ingresso serviranno a qualcosa di utile! Chissà a che cosa sono serviti i 10 euro dei passati visitatori..
Ancora qualche congegno dimostrativo non funzionante..pochi eh, ma questi dovevano funzionare davvero!
Per arrivare alla cosa che più mi ha lasciata perplessa..il museo ospita anche una sezione dedicata all'energia..io, piccola ingenua, sono corsa a cercare dimostrazioni e spiegazioni di fonti energetiche rinnovabili, una spinta data dal fatto che siamo nel XXI secolo ed in particolare in un momento in cui l'argomento si sta facendo strada....ebbene...soltanto un paio di pannelli solari a fare le veci per le fonti energetiche alternative. In compenso largo spazio è dato al nostro amato petrolio...certo è importante spiegare che cos'è, da dove arriva e tutto il resto...ma se lo spazio espositivo è stato gentilmente offerto dalla multinazionale TOTAL mi sento un pochino presa per i fondelli! Una delle più importanti imprese che estrae, raffina e distribuisce petrolio non credo abbia molti interessi a farmi capire che il petrolio fa più danni che bene! E' vero...io passo le giornate a cercare informazioni sulle multinazionali cattive e il resto del tempo a cercare di diffondere il verbo e boicottare..però non venitemi a raccontare storie...Ok il museo è della scienza e della tecnica, il petrolio è (stato?) importante risorsa..però almeno è gusto offrire lo stesso spazio alle altre energie!
Altra sezione che mi ha delusa è stata quella del ciclo della vita dei prodotti...anche in questo caso illusa, credevo fosse stato dato ampio spazio alla questione..ma salvo l'area in cui è proiettato il documentario "Riciclando si impara. Dal rifiuto al prodotto" di Conai, non ho trovato questa grande informazione sulla questione rifiuti, imballaggi, reciclo, etc... Mi immagino un bambino davanti all'enorme plastico dell'inceneritore immerso nel verde (=pulito?) manco si trovasse ad una puntata di porta a porta...che idea può farsi? Spero almeno che nei laboratori stuzzichino le giovini menti con idee interessanti...anche perchè altrimenti non ha senso usare per i gadget e quant'altro viene venduto nell'area shop, i deliziosi sacchetti ricavati da tetra-pak riciclato!
Bè comunque, il sabato pomeriggio meglio portare i bimbi e le nostre menti in un posto come questo invece che al centro commerciale!

martedì 25 gennaio 2011

Buon compleanno Italia #1

Oggi dovevo fare un esame in ospedale. Mi sono recata dove mi hanno riferito ma non c'era nessuno. Allora ho pensato di bussare alla porta che portava il nome "segreteria" per capire cosa fare e chi cercare. Busso e una volta ottenuto il permesso di entrare mi trovo davanti due donne: una seduta sul piano della scrivania e l'altra davanti una finestra aperta. E un'altro dettaglio: odore di fumo di sigaretta.
Ora fatemi capire....di chi è la colpa se il nostro paese va' in merda?

Buon compleanno Italia!

mercoledì 20 ottobre 2010

Vivere etico #1 Spesa etica & #2 Fai-da-te etico.


#1 Spesa etica al NaturaSì
Oggi finalmente sono andata al NaturaSì, mini supermercato dove è possibile trovare alimenti biologici e quanto di utile per il consumo etico e critico.
Più che altro è stata una visita di perlustrazione, un po' per dare un occhio ai prezzi e poter fare un confronto e un po' per vedere effettivamente quali prodotti fornisce. Sicuramente si può fare una spesa completa perchè si trova tutto l'indispensabile (che poi nella nostra vita di oggi è anche il superfluo). L'ambiente trasmette molta tranquillità, anche se forse un po' mi sono lasciata suggestionare. Apparentemente può sembrare sfornito perchè gli scaffali non sono molti e contengono poca merce ma probabilmente, conclusione da pura consumatrice, è una scelta data dal fatto che la maggior parte dei prodotti non contengono conservanti. Mi è capitato di andare in un negozio simile in provincia di Milano (non era della catena NaturaSì) e posso constatare che sono molto simili.
La scelta dei prodotti alimentari è ampia riguardo ai contenuti: ho visto, ad esempio, almeno 5 tipi diversi di farine (nei supermercati tradizionali cominciano a vedersi da poco e comunque non è paragonabile), alimenti etnici, per vegani e celiaci. Quello che mi interessava di più erano i prodotti per la pulizia e per la cura del corpo; per quanto riguarda i primi c'è anche la possibilità di fornirsi attraverso delle macchinette automatiche che erogano il detersivo nelle bottiglie riutilizzabili, evitando lo spreco inutile di plastica. I prodotti per la cura del corpo sono totalmente privi di ingredienti dannosi e anche per questi posso dire di aver trovato un'ampia scelta.
Arriviamo alla nota dolente: i prezzi. Certo non si può dire che si tratta di un negozio dove si risparmia. Tutti i prodotti costano allo stesso modo o di più di quelli della grande distribuzione. Non c'è molto su cui discutere. Tutto stà nella scelta di chi compra. Consapevoli che siamo noi che dettiamo le regole del mercato, e che quindi le imprese offrono quanto da noi richiesto, la mossa giusta, a mio parere, è quella di continuare a fornirsi nei negozi di fiducia ben selezionando, però, ciò che si compra (i prodotti delle multinazionali) e leggendo bene le etichette (eventualmente rimandare l'acquisto dopo aver fatto ulteriori ricerche su internet); in questo modo già la situazione migliora e vi posso assicurare che ci guadagna anche il portafoglio (oltre che la salute e l'ambiente). Poi nei negozi come NaturaSì ci si fornisce di quelle cose che proprio non è possibile reperire altrove e quelle per le quali non si vuole scendere a compromessi; ad esempio, come ho scritto sopra, acquistando prodotti per l'igiene personale e per la pulizia che sì, costicchieranno un pochino, ma ne và della salute e si impara anche a non sprecare prodotto inutilmente (parola di una sprecona in via di guarigione!).
L'ideale poi sarebbe darsi al fai-da-te, anche se mi rendo conto che serve il tempo e non tutti ne hanno. A questo proposito vorrei introdurre la mia esperienza in questo senso e condividerla, da oggi in poi, con voi (nei miei successi e nei fallimenti!)....
...#2 Fai-da-te etico: la cura della persona
Da qualche tempo ho cominciato ad informarmi sugli ingredienti dei cosmetici e in generale dei prodotti per la cura del corpo (non si tratta solo di vezzi femminili, ma proprio di cura/"pulizia" della persona!). Grazie ad internet ho potuto conoscere il mondo del fai-da-te in questo campo (in linguaggio tecnico "lo spignattamento"), tramite forum e YouTube (qualche link alla fine del post), e mi sono resa conto che tantissime persone si dedicano alla creazione di prodotti per la cura e la pulizia del corpo e soprattutto che il più delle volte questi sono il risultato di operazioni a prova di idiota (cioè semplicissime). Orbene. Inutile dire che sono partita dalle cose più semplici (avete presente il "a prova di idiota" ?? ): un detergente viso, cerottini purificanti, un tonico viso e un deodorante. I miei "spignatti" contegono in media 2 ingredienti a costo quasi zero e completamente eco-sostenibili; gli stessi prodotti ma di origine industriale contengono in media 20 ingredienti, non sono a costo zero e non sono eco-sostenibili. Ne vogliamo parlare?
Per ora sto testando su me stessa (altro che esperimenti sugli animali!!) le mie creazioni e non posso darvi un parere definitivo perchè sono passate solo un paio di settimane. Riservo i commenti definitivi (e le ricette?) a post futuri (su Ecologica_mente).

Giada Iovino

Link:
Disinformazione (Portale alimentazione, economia, salute, etc)
Promiseland (Portale vivere etico)
L'angolo di Lola (Forum, ricette fai-da-te)
Sai cosa ti spalmi? (Portale di ricette fai-da-te, forum, etc)
Il canale Youtube di CarlitaDolce (Tutorials ricette fai-da-te)

lunedì 20 settembre 2010

I "piedoni" della domenica.



Gli italiani sono come i pedoni in pista ciclabile la domenica pomeriggio.
In settimana guidano i loro bei SUV mentre parlano al cellulare, senza il minimo rispetto di precedenze, uso di frecce, e che parcheggiano sui marciapiedi o nelle zone riservate. La domenica, quando si immergono in una salutare camminata in pista ciclabile (dopo aver finito il giro dei centri commerciali, si capisce) si scatena in loro la coscienza del rispetto delle regole. E se qualcuno non fà lo stesso sono guai. L'ira del piedone!! Non toccate la domenica pomeriggio del più coerente osservatore della legge!

Così come i piedoni gli italiani fanno della legge qualcosa da beffeggiare, da non seguire tanto-lo-fanno-tutti-perchè-devo-essere-l'unico-pirla. Fino a quando non vengono toccate le loro tasche. E allora no, le regole valgono per tutti: ed ecco degli zelanti difensori della giustizia e dell'onestà.

Giada Iovino