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domenica 12 febbraio 2012

Lasciateci delegaaare!


Cari amici di Coerente_mente è molto che non scrivo a causa di una serie interminabile di ragioni che si traduce nella triste affermazione "non ho tempo".
Nel nostro Paese nel frattempo è successo di tutto: la crisi sembra diventare più grave tanto che è difficile addocchiare per strada auto vecchie e démodé, è impossibile uscire tutte le sere a cena, non ci si può permettere uno smarphone o un tablet all'ultimo grido o comprare una borsa griffata; giovani umiliati nella loro condizione di studienti fuoricorso, categorie che si infervorano  quando toccate nei loro miseri interessi e rubati della possibilità di arrivare alla fine del mese; comunità che inforcano i forconi perchè hanno fame.
Sì...nel nostro Paese è proprio successo di tutto...e non è successo niente. E nulla cambierà fino a quando saremo così....italiani
E se ancora non vi è chiara l'ironia espressa più sopra vi spiego il perchè: l'indole degli italiani di delegare i problemi fino a quando non toccano le tasche personali CI ha fatto scavare la fossa in cui ci troviamo insieme a tonnellate di letame. Personalmente mi auguro che una volta sommersi potranno nascere delle piante commestibili. 

Ben ritrovati tutti.
Giada

venerdì 11 novembre 2011

11.11.11

Bene.
E' passato anche l'11.11.11. 
Non sono una maya eppure avevo azzaccato cosa sarebbe successo oggi.
Oggi è successo che le persone si sono messe i piedi in testa a vicenda, i maleducati hanno svolto la propria normale attività maleducata, i disonesti hanno passato la propria giornata a fregare gli altri, gli ignoranti hanno vissuto questo giorno sentendosi migliori degli altri.
Il problema è che questo capita tutti i giorni, fosse stato così solo oggi allora sì che sarebbe stato un giorno memorabile.
Troppo cinica? No, solo realista.



domenica 23 ottobre 2011

La giustizia come la volete


Parliamo di un argomento caldo nel nostro Paese, parliamo di come non si ha mai giustizia.
Ma questa volta non farò un discorso complicato che comprende noiose nozioni di diritto, oggi mi metto nei panni dell'italiano medio che non conosce il funzionamento del sistema giudiziario e si affida al racconto romanzato delle notizie dei quotidiani.
Sono una cittadina che pretende giustizia senza mai essermi chiesta cosa significhi e cosa comporta. Sono una di quelle che rimane colpita dall'incredibile aumento dei crimini, senza domandarmi il perchè questi siano solo reati "di sangue".
Alienata da queste informazioni dimentico che il male vero è quello rivolto all'intera collettività, male nei cui confronti dovrei pormi in assetto da combattimento insieme a tutti i miei concittadini. Ma io sto dall'altra parte della barricata e lascio che a combattere siano soltanto i giudici, gli "operatori della giustizia" anche se penso che il loro mestiere non lo sappiano fare poi tanto bene. Poi una volta all'anno giornali e TV mi ricordano che 5, 10, 15, 20 anni fa sono morte delle persone, tolte di mezzo perchè quel lavoro invece lo svolgevano fin troppo bene, e mi trovo d'accordo con tutti nel dire che sono degli eroi. Applaudo l'eroismo di chi è morto per la collettività: bravo Giovanni! Bravo Paolo! Bravi tutti quelli che non hanno la fortuna di chiamarsi Paolo o Giovanni e per cui non possiamo ricordarci il nome! 
Ma Giovanni e Paolo sono morti e indietro non tornano. E noi invece che imparare la morale di questa favoletta ci giriamo dall'altra parte: ecco come...
Domenico Fiordalisi è procuratore capo presso il Tribunale di Lanusei, in Sardegna. Svolgendo il proprio dovere si è imbattuto nella questione del Poligono interforze del Salto di Quirra (12mila ettari destinati ad uso militare per forze armate italiane e straniere), zona fortemente inquinata principalmente da uranio impoverito e torio. Domenico Fiordalisi ha deciso di combattere contro un male che ha aggredito i cittadini sardi, un male che si è manifestato sotto forma di tumori e malformazioni, fenomeni così particolari da assumere il nome di "Sindrome di Quirra". Il procuratore Fiordalisi vive invece sotto una minaccia anonima che lo obbliga a vivere lontano dalla famiglia e sotto scorta. Quando ha deciso di sottoporre a sequestro l'area interessata ha visto la comunità rivoltarglisi contro perchè il suo senso del dovere si insinua nella macchina dell'economia. Anche una volta disposto il dissequestro per favorire la bonifica del territorio, il divieto d'accesso vige comunque per pastori ed agricoltori e questo ha comportato un inasprimento dei toni dei cittadini affiancati anche dai sindaci.
Se fossi la persona che normalmente scrive su questo blog commenterei l'assurdità e l'incoerenza tra il chiedere e pretendere giustizia e fare parte di un sistema di omertà, codardia e pigrizia. 
Ma stavolta sono una cittadina italiana media, e che in quanto tale di questa incoerenza ne è la più piena espressione, di conseguenza protesto e penso che storie come quella di Domenico Fiordalisi siano solo un bel racconto utopico che parla di giustizia vera ma che arriva da un altro paese....certo...fino a quando il procuratore di Lanusei non sarà chiuso dentro una cassa di legno arricchita con una bella targa che riporterà la scritta EROE.

Giada Iovino

giovedì 2 giugno 2011

2 giugno 2011

Repubblica: RES PUBLICA  "cosa pubblica", per gli antichi intesa come l'interesse per la collettività.

giovedì 28 aprile 2011

L'evoluzione della pena: parte 2

Dalla pubblica piazza, alle ideologie illuministe, ai plastici di Bruno Vespa. Saggio a puntate
Le ideologie illuministe hanno influenzato le legislazioni successive, almeno quelle sensibili all'argomento.
Il Italia il fine rieducativo della pena venne sostenuto più volte dal Ministro Guardasigilli (chiamato in questo modo il Ministro della Giustizia) Zanardelli nella Relazione del Codice Penale del 1889 (predecessore del Codice Rocco del 1930, attualmente in vigore) "Interessa che la giustizia penale sia più correttiva che coercitiva". Nel Regolamento Generale per gli stabilimenti carcerari del 1891 si sostenne l'azione morale sui condannati e nel Regolamento Generale per gli Istituti di prevenzione e pena del 1931 si parlò di "Rigenerazione del condannato nell'esecuzione delle pene detentive e a questa finalità di emendamento, che è tra le più nobili ispirazioni della coscienza moderna, sono preordinati i capisaldi della riforma". La nostra Costituzione (in vigore dal 1948) abbraccia questa ideologia: al comma 3 dell'art. 27 è stabilito che "Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato". E così anche l'art. 1 della L. 26 luglio 1975 n. 354 (Norme sull'ordinamento penitenziario e sull'esecuzione delle misure privative e limitative della libertà): "Il trattamento penitenziario deve essere conforme ad umanità e deve assicurare il rispetto della dignità della persona"
Con queste premesse l'Italia si preparava ad essere un paese attento (anche) ai diritti dei detenuti, al rispetto della loro dignità e, soprattutto, coinvolto nell'aspetto rieducativo certamente non trascurabile in un'ottica volta a riconsegnare alla società delle persone che non commettano nuovi reati.
Perchè allora, oggi, l'impressione che si ha è quella di un sistema giudiziario non funzionante ed abbandonato all'incompetenza di magistrati troppo permissivi? Quali fattori sono intervenuti? Cosa  si è intromesso nel progresso nato con l'Illuminismo e che ha portato ad un declino che approda nei talk show?
Non si può pretendere che tutte le persone conoscano il funzionamento dei processi penali, la natura di ogni singolo istituto giuridico, ... al contrario è doveroso esigere che chi offre le informazioni sia competente e preparato perchè si inserisce come tramite tra la macchina della giustizia e l'opinione pubblica.
I mezzi di informazione italiani, con una tendenza che è andata peggiorando negli ultimi 10 anni, offrono notizie gravemente intaccate da incompetenza, ignoranza e opinioni personali di chi le offre. 
E' proprio questo "fattore giornalisti" ad essere intervenuto nell'equazione "macchina della giustizia - opinione pubblica": è evidente che se l'informazione non è corretta la percezione che avrà l'opinione pubblica sarà alterata e del tutto diversa dalla realtà.
Se accanto a mezzi di informazione, poi, si inserisce anche la tortura mediatica dei talk show è palese il ritorno al Medioevo.
Prima di proseguire con qualsiasi analisi è bene, quindi, sfatare qualche mito:
- I problemi del sistema giudiziario non influiscono in alcun modo sulla commissione di reati: le problematiche in cui versa in questo momento la "giustizia" sono assimilabili a quelle che potrebbero riguardare un'impresa, sono di natura "amministrativa"; la tanto criticata lungaggine dei procedimenti, ad esempio, dipende solo ed esclusivamente dalla mancanza di mezzi, di persone (che sappiano fare bene il proprio lavoro), dalla mancanza di organizzazione. La piaga delle raccomandazioni è presente come in qualsiasi altro ambiente nel nostro Paese, ma questo è un problema di tipo culturale e necessita di discorso a parte; però è impensabile credere che un delinquente comune possa trarre beneficio dalla raccomandazione, ad esempio, di un Presidente della Corte di Appello.
- La privazione della libertà antecedente una sentenza definitiva (definitiva significa che non è più possibile proporre impugnazione, in linguaggio giuridico si dirà che è passata in giudicato) di condanna non è praticabile se non in determinati casi: la custodia cautelare opera soltanto in caso di (e per un periodo determinato): 1) pericolo di inquinamento delle prove, 2) pericolo di reiterazione del reato, 3) pericolo di fuga. Non indignatevi, quindi, se i giornalisti annunciano che un omicida, uno stupratore, o uno dei tanti delinquenti "amati" dal pubblico non viene sbattuto o lasciato in "galera" (per la cronaca la parola galera indica una grossa nave a remi mercantile o da guerra diffusa fino al XVII secolo, i galeotti erano i rematori, prigionieri di guerra o malfattori condannati).
- In Italia sono presenti 3 gradi di giudizio: il Tribunale (o Corte di Assise per determinati reati) e la Corte di Appello (o Corte di Assise di Appello per determinati reati) rappresentano i primi due gradi, i giudici valutano il merito, cioè decidono sui fatti e le questioni di diritto. La Corte di Cassazione rappresenta l'ultimo grado nel quale i giudici valutano soltanto le questioni di diritto, si occupano quindi di verificare la corretta applicazione della legge nei precedenti gradi (sono per questo giudici di legittimità). La sentenza del Tribunale può essere impugnata in Appello, così come quest'ultima può essere impugnata in Cassazione. Una volta scaduti i termini per impugnare, come detto più sopra, la sentenza passa in giudicato.
- Visto le confusioni create ultimamente credo vi sia utile sapere che il PM non è un giudice. Nel procedimento penale il PM costituisce la pubblica accusa, esercitando l'azione penale. Svolge le indagini (contro e a favore dell'indagato) con l'aiuto della polizia giudiziaria e del Giudice per le indagini preliminari,  che ammette o rigetta la richiesta di svolgimento di particolari attività.
- La Magistratura di merito non deve essere confusa con la Magistratura di Soerveglianza. La Magistratura di Merito si occupa di tutto ciò che avviene prima di una sentenza (vedi punto 3); la Magistratura di Sorveglianza si occupa della fase di esecuzione della pena.
- Il funzionamento dei processi, i singoli istituti giuridici e i compiti degli addetti ai lavori sono temi molto complessi (un compendio di Diritto Processuale Penale ha in media oltre 1000 pagine, ed è solo la teoria!) ed è impensabile spiegarli in poche righe.
Questa è la semplificazione schematica di un procedimento penale (clicca sull'immagine per ingrandirla), mi sembra evidente la sua complessità:

Giada Iovino
((CONTINUA))

La prima parte qui.

mercoledì 20 aprile 2011

Referendum: siamo tutti legislatori

CHE COS'E' IL REFERENDUM
I cittadini italiani possono esercitare la funzione legislativa non soltanto attraverso i propri rappresentanti in Parlamento ma anche attraverso il referendum che può essere costituzionale (intervenendo nella fase di formazione della legge e in quella costitutiva) o abrogativo (intervenendo nell'abrogazione di una legge o di un atto avente forza di legge. Abrogare significa che la norma perde efficacia, non produce effetti giuridici). Attraverso il referendum si rende operante, più che mai, il principio della sovranità popolare.
IL REFERENDUM ABROGATIVO
Disciplinato dall'art. 75 Cost. e dagli artt. 27 - 40 della legge 25 maggio 1970 n. 352 (sulle modalità di attuazione). Sull'ammissibilità del referendum è chiamata ad esprimersi la Corte Costituzionale.
L'art 75 Cost. prevede: 
- comma 1: è indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedano cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
- comma 3: hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei Deputati (quindi la totalità del corpo elettorale).
- comma 4: La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi (è per questo motivo che le coalizioni contrarie sollecitano l'astensione al voto, perchè in questo modo provocherebbero il fallimento della consultazione referendaria). E' bene sottolineare che proprio perchè il risultato del referendum è determinato dal confronto fra chi ha votato a favore e chi ha votato contro, è possibile che una legge, qualora la maggioranza dei votanti si esprimesse astenendosi o invalidando la scheda, sia abrogata da una esigua minoranza di elettori purchè in numero superiore a quello di coloro che hanno espresso un voto negativo (esempio: se il 30% degli elettori votasse a favore dell'abrogazione, il 25% contro e il 45% si astenesse, la legge verrebbe abrogata).
Proprio perchè abrogativo viene chiesto, in maniera apparentemente contorta, ai cittadini, di:
- VOTARE SI': quando sono favorevoli all'abrogazione di una norma o parte di essa, e quindi contrari al suo contenuto.
- VOTARE NO: quando sono contrari all'abrogazione di una norma o parte di essa, e quindi favorevoli al suo contenuto.
IL REFERENDUM ABROGATIVO del 12 e 13 GIUGNO 2011 
[i link che troverete rimandano ai testi completi delle varie leggi o decreti: in genere prima di contestare qualsiasi cosa bisognerebbe essere informati..]
I quesiti saranno 4, il sito del Ministero dell'Interno (consultabile da tutti!!!) elenca:
1) Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica: abrogazioneDichiarato ammissibile dalla Corte Costituzionale n. 24 del 12 gennaio 2011 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale IV serie speciale n. 5 del 28 gennaio 2011).
Abrogazione dell'art. 23 bis del Decreto Legge 25 giugno 2008 n. 112 ("Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria") convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2008 n. 133, come modificato dall'art. 30 comma 26 della L. 23 luglio 2009 n. 99 e dall'art. 15 Decreto Legge 25 settembre 2009 n. 135 convertito, con modificazioni, dalla L. 20 novembre 2009 n. 166 nel testo risultante a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 325 del 2010.  
In parole semplici: siete favorevoli o contrari all'affidamento a privati della gestione della rete idrica?

2) Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'ageduata remunerazione del capitale investito: abrogazione parziale di norma. Dichiarato ammissibile dalla Corte Costituzionale n. 26 del 12 gennaio2011 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale I serie speciale n. 5 del 28 gennaio 2011). Abrogazione del comma 1 art. 154 Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 in materia di ("Norme in materia ambientale")
Remunerare il capitale investito permette di distribuire ai soci di un'impresa gli utili ottenuti, come ricompensa per il rischio assunto nell'investimento nell'impresa stessa. Volete o no che la tariffa del servizio idrico comprenda anche questa remunerazione del capitale investito?

3) Nuove centrali per la produzione di energia nucleare: abrogazione parziale di norme. Dichiarato ammissibile dalla Corte Costituzionale n. 28 del 12 gennaio 2011 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale I serie speciale n. 5 del 28 gennaio 2011).
Abrogazione parziale di norme del Decreto Legge 25 giugno 2008 n. 112 ("Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, sta stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione fiscale") convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2008 n. 133, della L. 23 luglio 2009 n. 99 ("Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonchè in materia di energia") del Decreto Legislativo 2 luglio 2010 n. 104 ("Attuazione dell'art. 44 della L. 18 giugno 2009 n. 69 recante delega al Governo per il riordino del processo amministrativo") e del Decreto Legislativo 15 febbraio 2010 n. 31 ("Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell'esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonchè misure comprensive e campagna informative al pubblico a norma dell'art. 25 L. 23 luglio 2009 n. 99").
Siete favorevoli o contrari alla produzione di energia elettrica attraverso centrali nucleari insidiate nel territorio italiano?

4) Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010 n. 51 in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale. Dichiarato ammissibile dalla Corte Costituzionale n. 29 del 12 gennaio 2011 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale I serie speciale n. 5 del 28 gennaio 2011).
Vista l'ordinanza dell'Ufficio Centrale per il referendum presso la Corte Suprema di Cassazione del l° febbraio 2011 [...] è stato ritenuto che il predetto referendum, a seguito della sopravvenuta sentenza della Corte costituzionale n. 23 del 13-25 gennaio 2011, pur a fronte della caducazione parziale per dichiarata illegittimità costituzionale di alcune norme e degli interventi additivi e interpretativi su altre norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, debba essere comunque effettuato sulla normativa risultante e che il relativo quesito referendario debba solo essere riformulato [...].
Siete favorevoli o contrari alla legge che permette la giustificata assenza del Presidente del Consiglio dei Ministri o dei Ministri durante un procedimento penale a loro carico, e che determina il rinvio dell'udienza?

Spero che questo post abbia aiutato a chiarire i punti trattati nei quesiti del prossimo referendum abrogativo del 12 e 13 giugno 2011. Vorrei sottolineare, nel caso non sia risultato evidente, che la mia intenzione non è quella di invitarvi a votare in un modo o in un altro, ma di illustrare i contenuti del referendum in modo che nessuno arrivi impreparato. Inutile lasciarsi trascinare dalla corrente, è bene prendersi un momento di tempo per comprendere il significato dei testi normativi di cui si chiede l'abrogazione (totale o parziale che sia), ognuno di noi poi valuterà secondo propria coscienza la scelta da prendere.

Giada Iovino


E' stata apportata una modifica ad una normativa del 1969 che prevedeva uno sconto del biglietto di andata e ritorno in treno per gli elettori che intendevano tornare presso il proprio comune di residenza per la consultazione referendaria: attraverso un decreto legge proposto dal sottosegretario del Ministero Davico, è previsto un rimborso anche per gli elettori che intendono spostarsi usando l'aereo (qui la comunicazione).

[Ringrazio il supporto fornitomi dal testo di Diritto Costituzionale di T.Martines]

giovedì 14 aprile 2011

L'evoluzione della pena: parte 1

Dalla pubblica piazza, alle ideologie illuministe, ai plastici di Bruno Vespa. Saggio a puntate.

Antecedentemente al XVIII secolo, prima delle ideologie illuministe, il sistema delle punizioni viaggiava accompagnato dai concetti di tortura, inquisizione e pena di morte. Sistemi che farebbero spaventare anche i più accaniti forcaioli del nostro secolo.
I romani non introdussero solamente le basi del diritto come lo conosciamo oggi e tutto il sistema processuale, ma cominciarono a porsi il problema sul concetto della pena. Venne data molta importanza ai reati lesivi della collettività, per i quali si era puniti attraverso la pena sacrale (sacer esto) per cui si allontanava il colpevole dalla comunità privandolo dei diritti soggettivi (in altre parole, in esilio). Nel periodo tardo-repubblicano venne introdotta la detenzione come forma di coercizione amministrativa e di preparazione al giudizio. Più tardi venne delineandosi il sistema delle pene: morte, esilio, confisca dei beni, infamia e pena pecuniaria.
Da questo momento in poi vennero compiute le nefandezze peggiori: sono un esempio il senatoconsulto silaniano (tortura e messa a morte di tutti i servi nel caso in cui il padrone muoia di morte violenta), la persecuzione dei cristiani e così via, fino ad arrivare al Medioevo da tutti conosciuto per la "caccia alle streghe". Le foto possono essere più chiare di qualsiasi mia spiegazione:
le pene infamanti (forse non dolorose dal punto di vista fisico, ma comunque lesive della dignità):

e le vere e proprie torture:


La mostra degli strumenti di tortura, della morte è affermazione del potere dello Stato, uno Stato che intende manifestare la propria potenza; è opportuno sottolineare che durante le pubbliche esecuzioni si creavano forti disordini e anche per questo motivo si resero conto che un sistema di questo tipo era disfunzionale.
Ma è solo con l'arrivo delle ideologie illuministe che gli approcci alla questione cominciano a cambiare. Sia chiaro, anche tra gli illuministi c'era chi parlava ancora di pena di morte, come Jean-Jacques Rousseau. Ma attenzione; il contratto sociale di Rousseau parla sì di diritto alla vita e alla morte, quando viene eliminato il colpevole di un reato non viene eliminato un cittadino ma un nemico del patto sociale; ma se sono frequenti le esecuzioni (i supplizi) allora significa che il governo non funziona bene. Il compito del legislatore è allora quello di cambiare la natura umana, per creare una società di uomini senza pulsioni individualistiche. E questo non è lo stesso che dire "hai sbagliato e quindi ti giustiziamo". Ma con Rousseau siamo ancora indietro.
Il grande Cesare Beccaria si pone due principali interrogativi: la crudeltà della pena e le sue modalità applicative. Beccaria ha influito sul diritto di punire, sullo scopo delle pene e sulla proporzione tra delitti e pene. Il diritto di punire si deve limitare alla necessità in un'ottica di funzionalizzazione della pena verso una sua efficacia che impedisca al reo di commettere nuovi delitti e in modo che sia da esempio per gli altri consociati.
Introduce gli importanti concetti di prontezza della pena "Quanto la pena sarà più pronta e vicina al delitto commesso, ella sarà tanto più giusta e tanto più utile. Dico più giusta perchè risparmia al reo gl'inutili e fieri tormenti dell'incertezza, che crescono col vigore dell'immaginazione e col sentimento della propria debolezza; più giusta perchè la privazione della libertà essendo una pena, essa non può precedere la sentenza, se non quando la necessità lo chiede  ... è più utile, perchè quanto è minore la distanza del tempo che passa tra la pena e il misfatto, tanto è più forte e più durevole nell'animo umano l'associazione di queste due idee, delitto e pena ..." e quello di certezza della pena "Uno dei più grandi freni dei delitti non è la crudeltà delle pene, ma la infallibilità di esse, e per conseguenza la viglilanza dei magistrati, e quella severità di un giudice inesorabile, che, per essere un'utile virtù, dev'essere accompagnata da una dolce legislazione. La certezza di un castigo, benchè moderato, farà sempre una maggiore impressione, che non il timore di un altro più terribile, unito colla speranza della impunità; perchè i mali anche minimi, quando sono certi, spaventano sempre gli animi umani ..."  (citazioni: "Dei delitti e delle pene"). Questi principi sono importanti in un'ottica di prevenzione speciale che ha i compiti di dissuasione dal commettere nuovi reati e, allo stesso tempo, finalità rieducative (la prevenzione speciale si contrappone alla teoria della funzione retributiva della pena secondo la quale questa ha la finalità di punire il colpevole per il male che ha provocato).
E' bene sottolineare che Beccaria considerava, come delitti più gravi, la violazione del diritto di sicurezza del cittadino e quei comportamenti suscettibili a mettere a repentaglio l'intera società.
Un altro importante personaggio deve essere indicato in questo percorso: Michel Foucault. Foucault ha parlato di funzionalizzazione della pena e sottolinea l'inutilità del supplizio: è violento e genera violenza. Allo splendore dei supplizi  contrappone la pena detentiva: è necessaria la proporzione tra delitto e misura della pena (la sua opera "Sorvegliare e punire: la nascita della prigione").

Per comprendere le scelte contemporanee nel delicato ambito dell'esecuzione della pena è bene tenere a mente l'evoluzione che questa ha avuto: i principi illuministi che tendono all'umanizzazione della pena in considerazione della personalità del singolo condannato segnano un'importante risposta al concetto di pena che tendeva alla neutralizzazione del reo, che giustificava la tortura e la pena di morte.

Giada Iovino
 
((CONTINUA))


lunedì 11 aprile 2011

La storiella delle donne sfruttate

Notizia odierna dello scandalo creato dall'ex prefetto di Napoli: "Sesso in cambio di favori".

Chiedere sesso in cambio di soldi o favori è riprovevole, è vero. 

Andare all'appuntamento pensando di avere possibilità di agevolazioni lavorative, invece, cos'è?

venerdì 25 marzo 2011

A lezione di...nucleare.

Quanti giorni sono passati dal terremoto/maremoto avvenuto in Giappone? Circa un paio di settimane...l'argomento non è nemmeno più tanto interessante perchè bisogna occuparsi della guerra in Libia e dall'ondata di clandestini; infatti dalla prima pagina di quotidiani e telegiornali l'argomento è già finito alle notizie conclusive. L'unica preoccupazione, comunque, resta la situazione della centrale nucleare di Fukushima. Ebbene è proprio di questo che voglio parlarvi. Non appena successo il fattaccio mi sono lasciata trascinare nel tremendo vortice delle notizie: distrastro nucleare, radioattività, Chernobyl, ... notizie frammentarie e pateticamente identiche indipendentemente dalla fonte. Ad oggi si continua a parlare di fusione del nocciolo, barre di combustione, vasche di decantazione...ma l'ascoltatore/lettore medio ha la minima idea di che cosa siano? Mi viene difficile credere che siano informati e che sappiano come funzioni una centrale nucleare. Io ero totalmente ignorante. Fortunatamente mi sono imbattuta in un blog interessante ,e in un post in particolare, dove viene spiegato con una certa chiarezza come funzionano le centrali. Invito tutti coloro che vogliono capirne di più (certamente più dei giornalisti pappagalli) a fare visita a: Lo sbufalatore nucleare di Paolo Vasca.
E via via tutti quelli che aggiornano la situazione giapponese.

Aggiornamento: interessante post sulle bufale dei giornali "L'apocalisse nucleare e altre storie giornalistiche"


mercoledì 16 marzo 2011

Buon Compleanno Italia!

Il FAI ha indetto un concorso per festeggiare i 150 anni dell'unità d'Italia "Garibaldi ti scrivo..": 150 caratteri disponibili per coinvolgere "L'eroe dei Due Mondi per un'Italia più tutelata e dunque più bella. Un'Italia migliore in cui vivere una vita migliore"*
Penso che parteciperò anche se sono convinta che 150 caratteri non siano sufficienti, non solo per una logorroica come me, per coinvolgere il caro Giuseppe. Allora ho deciso che la lettera (integrale) la scriverò qui.
Caro Giuseppe, 
sono passati 150 anni da quando si è conclusa la tua grande impresa. Inutile discutere sui motivi o su chi ci fosse realmente dietro; penso che se hai deciso di intraprendere un'opera così grande in fondo in fondo un pochino dovevi pur crederci.
Nonostante siano passati così tanti anni l'unità non si è ancora verificata, almeno secondo gli aspetti più "sentimentali".

Unità: (n. f. invar.) 1 - l'essere uno, unico, singolo; 2 - costituire un insieme unico, unitarietà; 3 - unificazione, unitarietà politica; 4 - coerenza, concordia, solidarietà, ecc.

I dizionari moderni offrono tante definizioni.
L'Italia sì, è un essere unico, singolo e costituisce un insieme: un insieme composto dalle diverse regioni, ognuna con il proprio dialetto, cultura, tradizioni, cucina... ma nonostante queste diversità, che diciamocelo rendono il nostro paese meraviglioso, possiamo essere al tempo stesso una Nazione. La Nazione come un'entità caratterizzata dalla comunione di razza, cultura, costumi e tradizioni; entità che pre-esiste allo Stato e ne costinuisce le basi biologiche, le fondamenta.
L'Italia è stata unificata durante il periodo del Risorgimento: questa parola è densa di romanticismo..risorgere, rinascere e forse anche riscattarsi. 
Però mi ha colpito una frase di Massimo D'Azeglio "Il primo bisogno d'Italia è che si formino italiani dotati d'alti e forti caratteri. E pure ogni giorno si va ogni giorno verso il polo opposto: purtroppo s'è fatta l'Italia ma non si fanno gli italiani". Ai tuoi tempi probabilmente questa affermazione è sembrata molto forte, qualcuno l'ha criticata e forse, coinvolti dall'entusiasmo dell'impresa, nessuno l'ha considerata seriamente. E' rimasta inascoltata oppure ascoltata e senza la voglia di capire cosa "fa gli italiani". E qui arrivo alla definizione che più mi ha affascinato tra quelle trovate sul dizionario: coerenza, concordia e solidarietà. Ritengo che sia questo ciò che manca agli italiani. A distanza di 150 anni manca la solidarietà, uno spirito che coinvolga tutti evidenziando l'importanza del sentirsi una società intesa nel senso più romantico del termine. Lavorare per il bene comune e difenderlo, ognuno vigile rispetto alle azioni degli altri. E io so benissimo che questo è possibile perchè ogni tanto, certo forse in occasioni poco importanti, questo spirito unitario salta fuori, fortissimo e mette i brividi. Perchè non riusciamo ad essere così sempre? Avremo tanti difetti ma un pregio in particolare ci rappresenta: la passione, il cuore. E allora perchè ci lasciamo trascinare dalle cattive abitudini? Dalla voglia di calpestarci i piedi a vicenda senza capire che ogni piccola "bravata" ricade sulle spalle di tutti? 
Però, Giuseppe, non voglio che pensi che la tua grande impresa, insieme a quella di tanti altri uomini, sia stata inutile. Ci dipingono tutti come una Nazione giovane, evidentemente siamo nella tremenda fase adolescenziale dove si fanno esperienze e si compiono errori che servono per diventare finalmente maturi. Per una volta voglio essere positiva e credere che le cose cambieranno, che noi cambieremo.
Ti ringrazio.
Con affetto, Giada.

C'è una frase del Canto degli Italiani, meglio conosciuto come Inno di Mameli o Fratelli d'Italia, che in pochi conoscono (anche perchè ai mondiali se ne canta solo un pezzettino):
"Noi siamo da secoli calpestati, derisi / perchè non siam popolo, perchè siam divisi"

AUGURI A TUTTI GLI ITALIANI
Sì, anche quelli cattivi.

*Sembrerà assurdo ma come premi per il concorso indetto dal FAI ci sono un viaggio a New York e altri in diverse città europee......ma non si stava festeggiando l'Italia??






martedì 15 marzo 2011

Niente panico! #3 - Quando una tragedia viene strumentalizzata

Il paese con il quale mi sento più vicina spiritualmente sta affrontando un momento poco facile. Sia chiaro...da buoni samurai quali sono stanno dimostrando di essere davvero forti e soprattutto organizzati...che volete farci, questione di cultura!
Ma questo post non vuole essere un messaggio affranto; il mio stato d'animo alla vista di quelle immagini tremende che vengono trasmesse a ripetizione e condite da scarsa sensibilità, lo tengo per me, anche perchè non sono del tutto convinta di riuscire ad esprimerlo a parole.
Vorrei piuttosto affrontare il lato oscuro della vicenda. Come sempre, in occasione di queste tragedie, si sfregano le mani quelli che possono guadagnarci qualcosa sfruttando il dolore di molti e i moti buonisti di tutti gli altri. Le borse impazziscono e subito partono i calcoli di debito pubblico, Pil e tutti quegli indici ritenuti noiosi e che passano inosservati, senza che nessuno (o quasi) si renda conto della speculazione, del fatto che una Nazione si indebiti semplicemente per ricostruire qualcosa che le appartiene e che è un suo diritto riavere. Non è strano? Ma chi ne parla? Nessuno perchè fanno molta più gola le immagini di bambini sporchi e con gli occhioni tristi accompagnati da "Manda un SMS e lavati la coscienza!"
Nel caso del Giappone, poi, il piatto è diventato ancora più succulento. Un sisma di proporzioni gigantesche che non provoca alcun danno rilevante ed un maremoto che invece distrugge la costa orientale del paese, portandosi via intere città: persone, case, edifici vari, ponti, mezzi di trasporto, navi e grandi fabbriche. L'impatto ambientale è di grandissima portata: immagino che gli impianti coinvolti, quelli chimici, le raffinerie, abbiano sparso in giro sostanze non propriamente eco-compatibili, le navi scaraventate contro i centri abitati suppongono viaggiassero a carburante e che lo stesso, in questo momento, stia impregnando il suolo. Si sta parlando di questo? Ovviamente no perchè il grande protagonista della notizia non è il dolore di tutte quelle persone, non è l'ambiente devastato e non è nemmeno (guarda caso) un geologo che aveva previsto il sisma  e denunciato per procurato allarme, che diventa eroe proprio per non essere stato ascoltato. Il grande protagonista è il nucleare. Capita giusto giusto a fagiuolo, forte era la necessità di alimentare il dibattito sull'opportunità di incentivare l'energia derivata da impianti nucleari. E allora cosa si fa? Si prende una tragedia e la si strumentalizza! Cosa ancora peggiore è che tutta questa strumentalizzazione da parte dei media appoggia, nel nostro paese, delle questioni di natura politica. Come se l'essere a favore o contro fosse una questione che si risolve sulla base dell'appartenzenza politica.
Io non sto mettendo in dubbio la gravità della questione, nè voglio aprire una discussione sull'uso delle energie alternative al petrolio.
Scrivo perchè sono perplessa, non capisco. Mi sento bombardata da notizie catastrofiste, che prevedono la fine del mondo (ma magari!!!!), notizie che ogni santissimo giorno continuano a riferirmi le stesse cose: è quasi una settimana che l'allarme è alto, le esplosioni sono imminenti e il pericolo di radiazioni altissimo. Eppure il patatrac ancora non è successo...intendo quello grosso, quello che escluderebbe per tutti una vita normale e il definitivo abbandono delle teorie a favore del nucleare. Nonostante gli incendi e le esplosioni alla centrale di Fukushima ancora "è pericolo"....cosa dobbiamo aspettare? Di vedere la nuvoletta a forma di fungo? Mi sembra una situazione al limite dell'assurdo.
Ma quando il bombardamento mediatico - rivolto esclusivamente al nucleare - finirà, perchè sono fiduciosa nella capacità delle autorità giapponesi nell'affrontare il problema, nessuno si ricorderà di tutto il resto. Come sempre.

Giada Iovino

Aggiornamento qui "A lezione di....nucleare" del 25 marzo 2011. 

venerdì 4 marzo 2011

Parcheggi invalidi: cittadino VS P.A.

In quanto cittadini non abbiamo solo doveri (e mi rivolgo a quei pochi che ancora li osservano) ma anche diritti. Ogni tanto, però, questi sono minacciati...dai nostri "simili" soprattutto e molto spesso dalla Pubblica Amministrazione, preferibilmente quando la cassa piange. In quest'ultimo caso la P.A non si fa' tanti problemi a mettere mani nelle tasche dei cittadini, meglio ancora quando questi sono ignoranti o appartengono ad una fascia debole.
La signora A. è invalida, residente a Varese. Le è stato assegnato, anni fa, il contrassegno che le consente di parcheggiare nelle zone riservate ai disabili. 
2010: Una mattina la signora A. si reca in centro per sbrigare delle commissioni e trova tutte le aree riservate occupate...non che questa sia una novità perchè non solo spessissimo i parcheggi disabili sono occupati da "abusivi" ma anche da persone legittimate che però usano tali aree come parcheggi personali sotto casa (ma è un loro diritto e quindi.......). Memore della dicitura presente sul permesso "..nelle zone a disco orario o parcometro possibilità di sosta illimitata e gratuita", la signora decide di parcheggiare in un'area a striscia blu ed espone il contrassegno. Al suo ritorno trova una sanzione sul parabrezza. Corre al comando dei vigili per chiarire quello che crede sia un errore ma le viene riferito che una sentenza della Corte di cassazione ha stabilito che gli invalidi devono pagare quando parcheggiano nelle aree in cui è prevista una tariffa per la sosta. Quando la signora prova a protestare circa la propria ignoranza riguardo questa nuova disposizione le viene riferito che un articolo è stato anche pubblicato sul giornale locale. Una volta a casa A. decide in informarsi tramite internet e viene a scoprire che la questione ha aperto un enorme dibattito: pare sia a discrezione della singola amministrazione comunale decidere se adeguarsi o meno alla sentenza della cassazione il che rende la situazione al limite dell'assurdo perchè è difficile informarsi al di fuori del proprio Comune di residenza. La signora decide quindi di proporre ricorso al Giudice di pace (al costo di 33€) chiedendo l'annullamento della sanzione in quanto la sosta è avvenuta adeguandosi alle norme presenti sul contrassegno e tenendo conto che le sentenze della Corte di cassazione non sono vincolanti se non per il caso a cui si riferiscono. 
2011: ascoltata dal Giudice di pace insieme al rappresentante della controparte, arriva la vittoria. Il  Giudice accoglie il ricorso della signora A. sostenendo la validità di quanto riportato sul contrassegno, essendo anche precedente alla sentenza della cassazione. Per il cittadino disabile in possesso del contrassegno fa fede, quindi, il regolamento riportato sul retro dello stesso; bisogna quindi fare attenzione quando viene rinnovato anche perchè se questo fosse l'inizio di una lunga serie di vittorie da parte del cittadino ricorrente l'amministrazione comunale provvederà sicuramente a cambiarne il contenuto.

Ho deciso di scrivere questo post perchè so bene che moltissime persone si sono trovate, o si trovano, nella stessa condizione della signora A. e molto spesso cercano informazioni su internet. 
Non è un post che si propone di discutere sulla questione se è giusto o meno che i disabili paghino come tutti gli altri cittadini, o se è giusto che un disabile abusi di una prerogativa di cui ha diritto, anche perchè questo dipende da quando una persona è corretta.
Devo poi sottolineare che nel caso visto, il Giudice di pace di Varese secondo la discrezione che gli compete, ha accolto il ricorso. La sua decisione ovviamente non può essere considerata vincolante per altri Giudici. Può essere, però, un ottimo spunto per altre istanze di annullamento della sanzione. E, perchè no, un motivo di riflessione per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni che capiteranno qui.

giovedì 24 febbraio 2011

Domande #2: ma veramente fate?

Notizia di stamattina: "Al Queda si è schierata contro il regime di Gheddafi"
....
Manco fosse un'organizzazione manipolata dall'occidente!

giovedì 17 febbraio 2011

Buon compleanno Italia #2

Manca un mese alla celebrazione dei 150 anni dell'unità d'Italia, e non si fa altro che discutere sul fatto se sia lecito festeggiare o no...chi dice che bisogna festeggiare per far credere agli italiani che gli interessa qualcosa del paese...chi dice che non bisogna festeggiare perchè....(ma voi capite cosa dice??)...chi sostiene che bisogna festeggiare alla grande soltanto per contraddire quelli dell'altro schieramento.....e insomma...sapete di cosa sto parlando.

Stasera però mi è giunta all'orecchio una frase di un Ministro che diceva una cosa tipo "Gli italiani devono comprendere i motivi per i quali si deve festeggiare"...
Domanda: qualcuno mi illustra questi motivi? Sapete io sono cinica e polemica e di motivi buoni non me ne vengono proprio in mente!
Chi mi aiuta? Dovrò pur scrivere gli auguri il 17 marzo!
Dai! Avete un mese di tempo!

lunedì 14 febbraio 2011

Io, donna racchia.

Non mi piace fare quella con la voce fuori dal coro, eppure mi ci ritrovo sempre. Non so se ho qualche cosa io che non va o se sono proprio gli altri che tanto lucidi non sono. Probabilmente entrambe le cose.
Fatto stà che non riesco a capire il senso di una manifestazione come quella di ieri.
Voglio dire...io in quanto donna non mi sento affatto offesa dai comportamenti dei politici italiani.
Non capisco tutto questo clamore..minorenni, maggiorenni - che di certo non sono racchie come me - hanno scelto liberamente di intraprendere il mestiere più vecchio del mondo per ceti altolocati. Cos'è veramente quello che vi dà fastidio? Accettare il fatto che alcune donne usano il proprio corpo per comprarsi la nuovissima borsa griffata da 3000 euro oppure che a creare questa situazioni di favoritismi per donne fighe abbiamo contribuito noi tutti? Non è da quest'anno che sgallettate vengono proposte come rappresentanti politiche, che la tv vi propina tette e culi a nastro e che i giornali propongono solo bellezze (photoshoppate..lo capirete mai?) taglia 36.
Quante donne si adoperano in modo serio per eliminare questa situazione? E questo non significa organizzare manifestazioni fuffe e manipolate politicamente, o raccogliere le firme per far togliere il velo alle donne musulmane. Quante di queste donne erano ieri presenti in piazza?
Proverei ad indovinare...e forse forse ci prendo.

Giada Iovino

mercoledì 9 febbraio 2011

Ma per difendere chi?

Quando una cosa è genuina, giusta, vera lo è sempre.
La Magistratura non si difende solo quando bisogna mandare a casa il Berlusconi di turno.
Questo è un post di denuncia CONTRO la manifestazione che si terrà il 13 febbraio (e tutte le altre che ci sono state e ci saranno) perchè è evidente che questa farsa è stata organizzata non per difendere i magistrati ma per difendere la poltrona (e magari prendersene una più comoda!)

"L'ingiustizia in un luogo qualunque è una minaccia per la giustizia ovunque"
M. L. King

Giada Iovino

mercoledì 2 febbraio 2011

Anno 1983.


Intervista di Enzo Biagi a Donatella Colasanti, tratta dalla trasmissione "Film story - Stupro" del 1983.
Per chi non si ricordasse di lei, Donatella, è una delle vittime del celeberrimo massacro del Circeo del 1975. E' sopravvissuta, al contrario della sua amica Rosaria, a ore e ore di sevizie e violenze.
Nell'1983, anno di questa intervista, i responsabili erano già stati definitivamente condannati (Izzo all'ergastolo, Guido a 30 anni di reclusione e Ghira all'ergastolo in contumacia perchè latitante).
Mi ci sono imbattuta per caso, cercando informazioni sull'impatto di questo fatto nella stampa per la mia tesi di laurea.
Credo sia curioso che Donatella, nel 1983, dopo essere stata protagonista di uno dei primi processi che ebbero così forte impatto mediatico (anche perchè si svolse negli anni di fermenti femministi), parli e denunci una strumentalizzazione del processo da parte della stampa, parli di igniranza.
E altrettanto curioso sentire Enzo Biagi, giornalista, che cerca di contraddire la ragazza (poco conoscevo Biagi, dopo averlo sentito in questo video posso affermare che non mi piace!!) oltretutto con pochissimo tatto.
Donatella dice "La cosa che mi ha dato molto più fastidio è stata tutta la strumentalizzazione che c'è stata dopo...fatta da un po' da tutti...dalla stampa..quello che si notava era la curiosità morbosa della gente, che non è che guardava molto a quello che era avvenuto...per me dovevano intervenire tutti e non solo le donne" e ancora "Non trovavo giusto che in aula ci fossero solo donne e che se intervenivano uomini li cacciavano..perchè era un caso che riguardava tutti..non era solo un caso di stupro, era ben altro.."

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martedì 25 gennaio 2011

Buon compleanno Italia #1

Oggi dovevo fare un esame in ospedale. Mi sono recata dove mi hanno riferito ma non c'era nessuno. Allora ho pensato di bussare alla porta che portava il nome "segreteria" per capire cosa fare e chi cercare. Busso e una volta ottenuto il permesso di entrare mi trovo davanti due donne: una seduta sul piano della scrivania e l'altra davanti una finestra aperta. E un'altro dettaglio: odore di fumo di sigaretta.
Ora fatemi capire....di chi è la colpa se il nostro paese va' in merda?

Buon compleanno Italia!

mercoledì 12 gennaio 2011

Niente Panico! #2

Settimana scorsa è stata diffusa una notizia che mi ha lasciata non poco perplessa. Fonti statunitensi hanno informato che in una cittadina dell'Arkansas - tal Beebe - una quantità considerevole di merli morti ha cominciato a piovere dal cielo, il 2 di gennaio si parlava di circa 5000 esemplari trovati spiaccicati un po' ovunque. Giorni dopo la notizia riguardante episodi simili è stata diffusa da altre parti del mondo: Svezia, Brasile, Nuova Zelanda e via a catena in altre zone del nord e centro america e in Italia, a Forlì e Modena. Colpite diverse specie di uccelli, pesci e granchi a seconda del territorio interessato. Cercando notizie, e più che altro risposte a questo "mistero" ho cominciato, come di consueto, a girovagare per il web. Le spiegazioni diffuse sono, a parer mio, al limite con il ridicolo: qualcuno sostiene che la causa di questi decessi sia da imputare all'esplosione di fuochi d'artificio tipici dei festeggiamenti del 31 dicembre, altri pensano che la causa sia il freddo particolarmente pungente, altri ancora che gli animali fossero già malati; gli studiosi della Romania, dopo aver effettuato delle analisi sulle carcasse di uccelli morti nel loro territorio, hanno oggi diffuso la diagnosi di morte per avvelenamento da alcol (gli uccelli avrebbero mangiato gli avanzi dei processi di vinificazione). E via discorrendo...il web è pieno di notizie.
Moltissimi hanno quasi gridato al "miracolo" perchè la serie televisiva FlashFoward aveva descritto in un episodio una situazione molto simile...ora...non conosco questa serie ma mi è bastato cercarla tramite Google, e Wikipedia mi ha gentilmente fatto sapere che questa serie è stata trasmessa negli anni 2009/2010...quando saranno state fatte le riprese nel 2008? Bè.....i creatori della serie non hanno poteri di chiaroveggenza: cercando informazioni circa questo strano evento della natura ho scoperto che fenomeni del genere sono già capitati (in Italia nella zona di Bari e in quella del Lodigiano, dove un signore ha visto numerosi uccelli raggrupparsi in un imponente stormo e cadere al suolo nello stesso momento). Non ho trovato traccia, però, nè di notizie di portata così ampia come quella che abbiamo conosciuto settimana scorsa e nemmeno nessuna informazione sulle possibili cause.
Ora...questo post è "pointless", non sono giunta ad alcuna conclusione, risposte chiare non ci sono e quelle che ci offrono rasentano il confine tra il vago ed il ridicolo. Lasciamo perdere le cazzate da fine del mondo o quelle che ci vengono propinate dai media, e tralasciamo anche le teorie cospiratrici (alle quali personalmente un pochino credo..che ci stanno prendendo per il culo è innegabile!). L'unico dato certo che abbiamo è che l'uomo (noi, tutti) sta distruggendo quel che di più prezioso possiede senza il minimo rimorso, con la presunzione di avere tutto sotto controllo e di possedere gli strumenti per sistemare i danni che provoca. E giustamente la Natura si sarà anche rotta le balle di questo parassita!
La questione porta a due sommarie conclusioni:
1- se questa storia è la conseguenza di qualche esperimento che stanno portando avanti a nostra insaputa (prova di questo è il fatto che non sapremo mai cos'è successo veramente, i media si sono già stufati e sono passati a più piccanti argomenti): ce lo meritiamo!
2- se questa storia è la conseguenza di una risposta della Natura nei nostri confronti per tutto il male che sta subendo: bè....ce lo meritiamo!
In ogni caso...siamo fottuti! 

Giada Iovino

Video interessante (un grazie grande ad Hydra che me l'ha suggerito!): buona visione!
 





mercoledì 15 dicembre 2010

Ma di cosa vi stupite?

Le critiche della giornata di ieri, ovvero la giornata del voto alla fiducia a Silvio, spuntano come funghi tra blog, video di YouTube, note nei vari socialnetwork etc. E perchè non deliziarvi anche della mia opinione? Meglio avvisare che la mia voce è fuori dal coro, alcuni non capiranno, altri storceranno il naso e tanti altri mi mandaranno a quel paese. Io, però, non desisto e scrivo lo stesso quello che penso....chissà che qualcuno non rimane colpito e comincia quantomeno a pensarci un po' su.
Non voglio criticare il comportamento dei politici che probabilmente in gran parte saranno stati corrotti per votare in favore del governo, senza contare quelli che si sono astenuti (ma brutto pirla non ce l'hai un opinione?). Non voglio parlare delle manifestazioni, dei ragazzi e delle forze dell'ordine feriti (sommariamente quello che penso si può desumere dal post precedente).
Io voglio criticare gli italiani. Gli italiani che hanno votato questi amebi presenti in Parlamento a destra, sinistra, centro e quelli che non sanno da che parte stare.
Non mi stancherò mai di dire che la scelta di una persona che si reca a votare cadrà su quei candidati che a suo parere meglio la rappresentano. I nostri politici sono condannati (o indagati) per corruzione, bancarotta fraudolenta, evasione fiscale, istigazione a delinquere, vilipendio, concorso in associazione mafiosa, violenza privata, oltraggio a pubblico ufficiale, peculato, abuso di ufficio, finanziamenti illeciti, etc etc etc..... E se la matematica non è un opinione...
Facile fare i rivoluzionari nell'omertà delle piccole azioni quotidiane in cui non c'è il rispetto per i nostri concittadini....si parte dal parcheggio in doppia fila o nelle zone riservate agli invalidi, si passa per l'esame in ospedale senza attesa perchè si conosce lo zio del nonno del medico, per gli abusi di ufficio nelle piccole amministrazioni comunali e si arriva dritti dritti in Parlamento.
Lo fai tu, lo faccio io. Non fa una piega...

Giada Iovino

Leggi anche: La squadra nazionale